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23 maggio 2012

17 maggio 2012

Ecco perché DEI avrà successo!

In una scena del primo numero di DEI i nostri 3, braccati da "Mecha Clochard" si rifugiano in un Uci Cinema...
...che io, dopo aver raccolto un paio di foto su google, ho disegnato così:


Voi sapete, più o meno, che io sono di Venezia, ma che per un paio di mesi mi sono trasferito a Firenze. L'altra sera sono andato al cinema a vedere un film e quando sono arrivato di fronte l'ingresso dell' Uci di Scandicci:


Si, coincidenza delle coincidenze, è proprio lui!

E' destino, è destino! l'ho sempre detto.



02 maggio 2012

INTRODUCING HYPERFLAT!

Da tempo sto affrontando un percorso di ricerca stilistica personale che mi permetta di raggiungere un interessante livello di fusione tra disegno e colorazione digitale, sfruttando le peculiarità tecniche del mezzo informatico. 
Quando scrivo "peculiarità tecniche" non intendo i filtri di photoshop, ma parlo della possibilità offerta dal computer di colorare "con la luce", mescolare i colori attraverso la sintesi additiva e, ultimamente con l'avvento dei nuovi devices digitali, poter usare la gamma cromatica dell' RGB per creare vibrazioni particolari.
In principio fu 1066. L'editore mi diede la direttiva di realizzare l'intero progetto a matita, senza l'utilizzo del clean up, come un grande schizzo "en plein air". La mancata possibilità di correggere gli errori di disegno, attraverso il classico "clean up" su tavolo luminoso, e la volontà di realizzare un fumetto "medievale" che si distaccasse dalle classiche soluzioni "pulitine" francesi, mi spinsero ad osservare attentamente alcuni film che mi diedero subito un'interessante ispirazione: usare "macchie di colore" per scolpire le forme disegnate a matita, sfruttando la sovrapposizione dei livelli per "confondere" l'occhio del lettore e arrivare ad un risultato che nascondesse gli "errori" che non potevo correggere creando, tra l'altro,  diversi livelli di profondità.



Questa fu la prima vignetta in cui affrontai questa scelta. La lanterna e il fuoco in primo piano sono trattati come fossero una quinta sfocata rispetto al secondo piano, in cui si sofferma il punto focale dell'inquadratura.
Tutto quello che successe da questa vignetta in poi fu la codifica di una serie di "effetti" che sfociarono, negli ultimi mesi, negli studi del progetto con Carlo Bocchio, CYBORG KLAYTOM.


In questo specifico progetto tutto il "gioco" sulla focale è la base filosofica della costruzione delle vignette. Il racconto viene narrato a diversi piani di lettura, dal punto di vista di una "finta soggettiva" (del lettore) che non riesce mai a inquadrare e visualizzare tutti i dettagli della scena, come se ci fosse sempre qualcosa di sfuggente, di incompreso.


Il "focus" parte da un punto visivamente in evidenza, che è l'elemento narrativo principale, quello che racconta, con l'immagine, ciò che sta succedendo. Attorno, la sfocatura, fa vibrare una "sensazione laterale": si percepisce ciò che c'è ma non è necessario vederlo nella sua completa definizione.


Questo effetto non è altro che il risultato della giusta somma di "velature" di colore, che si espandono o si contraggono a seconda dell'intensità dell'effetto. Ovviamente toglietevi dalla testa il filtro BLUR di photoshop. Se avete seguito QUESTO mio tutorial, sapete, più o meno, di che tipo di sovrapposizione sto parlando.

Ultimamente ho potuto verificare quanto, questo mio approccio al disegno, possa funzionare sullo schermo dell'Ipad.

HYPERFLAT non è altro che l'etichetta con cui voglio iniziare a definire il "contenitore" entro cui inserirò queste codifiche. Man mano che ci lavoro ho nuove intuizioni e ne scopro nuove applicazioni. I risultati che sto ottenendo a livello visivo (non serve andare su ipad, in realtà, funzionano benissimo anche su carta) mi soddisfano a tal punto da aver bisogno di dare una direzione "nominale" a questa mia ricerca. Il nome scelto, non è altro che un'evoluzione filosofica del (moltissimo) più famoso SUPERFLAT movimento artistico iniziato da Takashi Murakami (che ho avuto l'onore di conoscere), che si basa sulla realizzazione di quadri che si ispirano all'arte "piatta" dei fumetti manga. Mi sembrava giusto accostarmi (ripeto, solo "nominalmente") al concetto di "arte piatta", influenzata dai manga, per arrivare ad un risultato di PROFONDITA', attraverso la sovrapposizione delle stesure PIATTE. La dimensione "hyper" creata dalle velature "flat".
Hyperflat crescerà nel tempo, come un organismo in completa esplosione evolutiva, ne sono sicuro.
Intanto ho iniziato a "iniettarlo" anche nelle mie più prossime pubblicazioni:


Questa è una tavola di DEI 2, prossimamente pubblicato da BAO publishing. Lo stile Hyperflat, nello specifico, mi permette, nella prima vignetta, di concentrare l'attenzione sui 2 protagonisti a cavallo dei pegasi, usando i capelli di venus e le code dei cavalli alati come quinte, ed enfatizzando la profondità che separa i nostri 2 dall'Olimpo, sullo sfondo.


Nei prossimi giorni, vi svelerò un'immagine dell'ultimo progetto che mi manca di rivelarvi, in cui sto utilizzando lo stile Hyperflat.

06 marzo 2012

Creating a style 02!

In un commento al post precedente, Fales scrive: 

"Volevo dirti che ho osservato con attenzione le tavole di Dei del primo volume, sia quelle iniziali che quelle risistemate...ci tengo a precisare che non c'è nessuna critica, nessuna provocazione, anche perchè quando mi sono capitate sott'occhio mesi fa ho gridato dalla gioia, davvero davvero belle :) La differenza che ho visto sta nell'esagerazione della muscolatura di Marte, tante caratteristiche rese più evidenti, e la fuoriuscita di alcuni elementi dalla vignetta. E' questo il cambiamento di cui parliamo? A me sembra che alla fine sia minimo, niente di nuovo... Siamo sempre imbrigliati nelle vignette, nei contorni. Forse qualcosa si potrebbe fare cambiando il formato, un libro tondo, un libro 16:9 alla 300, non so.... ma ho l'impressione che sia veramente difficile fare qualcosa di originale.
L'originalità probabilmente viene dal sapere usare in maniera diversa gli strumenti che abbiamo all'interno di certi canoni comunque ben definiti. Ma rimaniamo sempre legati.
Probabilmente una rivoluzione a livello tecnico (non parlo di sceneggiatura) non si potrà fare, frase ormai fatta ma vera: è stato già fatto tutto.."

Apprezzo molto l'intervento di Fales, perché mi da lo spunto per precisare alcune cose:

Ho iniziato questo discorso dicendo che, con DEI,  non volevo avere la  presunzione di creare qualcosa di nuovo e originale, ma rendere più frizzante e divertente il mio lavoro.
Se mi diverto io a disegnare una cosa, il lettore si divertirà a sua volta a leggerla. Con onestà.

E' vero, si potrebbe dire che tutto è già stato fatto, che non ci potrà mai essere una vera e propria rivoluzione a livello tecnico ecc. Io non sono d'accordo, essenzialmente perché ognuno di noi, disegnatori, sceneggiatori, coloristi ecc, è un "mondo a se'", e ognuno ha il proprio punto di vista sulle cose. In questi anni, per esempio, altri artisti si erano cimentati con lo studio visivo del progetto "DEI", e per ognuno di essi corrispondeva un risultato completamente differente dagli altri. Questa è l' "originalità" su cui mi interessa soffermarmi, l' "originalità" del mio punto di vista, di disegnatore, rispetto agli altri. Voi non andrete a leggere "DEI", voi leggerete il "DEI" di Crippa-Tenderini, voi leggerete le nostre specifiche idee, il nostro specifico modo di affrontare una storia, di provare a "infrangere" le regole, i miei specifici colori e le mie forme, i ritmi specifici di Alex. E' in questa accezione, che sembra banale, che ci si deve interessare alla "ricerca".

Per quanto riguarda gli strumenti, invece, bisognerebbe fare un discorso a parte, che ho già affrontato , più o meno,  QUI.
Viviamo in un periodo in cui il mercato si sta traghettando verso nuove tipologie di strumenti. Da questo punto di vista possiamo ritenerci molto fortunati, ma anche molto sfortunati.
Siamo fortunati perché abbiamo la possibilità di scoprire nuovi "risultati": ogni giorno ne vedo a milioni, su internet. Siamo sfortunati perché per trovarli, questi risultati, dobbiamo combattere contro noi stessi per avere il coraggio di scoprirli, abbandonando le nostre "sicurezze".

Ci ho messo 10 anni, per passare da questo:


a questo:


Probabilmente ce ne metterò altrettanti per passare ad uno "step" successivo. Nel mezzo ci sono universi di colore, segni, lavori, che si sono evoluti e che mi hanno dato gli strumenti per andare avanti nel mio lavoro. Milioni di disegnatori l'hanno fatto prima di me, e milioni lo faranno dopo, ma ciò che conta, per me, è il mio punto di vista, per me stesso, perché il nostro lavoro, il lavoro di disegnatore non è una "gestualità" fine a se' stessa, è un "modo di vivere" e in quanto tale me la devo coccolare giorno per giorno, anche nei momenti più duri.




05 marzo 2012

Anteprima DEI!


BAO Publishing, che è il migliore editore italiano di fumetti, ha pubblicato un'anteprima di DEI vol.01, in ITALIANO!!!
La potete leggere cliccando QUI!



23 febbraio 2012

Antichi Dei

Da questa sera, e nella prossima settimana, pubblicherò le prime 5 tavole del "DEI" che abbiamo presentato 3 anni fa ad Ankama.
Sono tavole molto diverse da quelle che poi sono le "ufficiali" pubblicate ed è per questo che è molto interessante vedere il "prima" e il "dopo".
Ho ripetuto molte volte che il progetto ha ben 10 anni di vita, e nel corso del tempo ha cambiato faccia molte volte. Quando, nel 2009, Alex ed io, presentammo il "pacchetto" alla casa editrice francese, non avevo ancora le idee chiarissime su quello che sarebbe stato lo stile che volevo adottare.
Essenzialmente ho sempre visto "DEI" come un progetto dinamico, in continua evoluzione, tanto che non mi avrebbe nemmeno fatto schifo disegnare diversamente ogni pagina delle 124 che compongono il primo numero. Non mi è mai interessata la "coerenza" stilistica, in questo progetto specifico, anzi, più esso evolveva meglio era. Ecco perché mi è sempre stato difficile "fotografare" un "istante stilistico". L'unica possibilità sarebbe stata quella di iniziare a lavorare ufficialmente sul progetto e vedere, man mano, cosa ne usciva.

Questa, quindi, è la prima delle 5 tavole che presentammo ad Ankama, nel 2009. 


14 febbraio 2012

W l'AMMMOREEEEEEEEEE

Bao offre a tutti i suoi lettori questa deliziosa storiella d'amore scritta e disegnata da Alfred! La leggete cliccando QUI!