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04 febbraio 2012

Ripasso della teoria dei colori!

Alfio Buscaglia mi segnala questo video, e io ve lo rigiro, qualora abbiate ancora dubbi o domande sulla teoria dei colori!

19 dicembre 2011

Post Firenze!


Meglio di così poteva andare? Credo proprio di no! :)

18 posti a disposizione per il workshop di colorazione digitale alla scuola di comics di Firenze, e 18 posti sono stati occupati!!!
3 giorni intensissimi tra teorie, pippe mentali, paranoie, suicidi (di massa), e colore!
La vera difficoltà è stata, effettivamente, che tutti i "workshoppari" erano veramente di alto livello, ed è sempre difficile spiegare cose a chi, queste cose, già le sa.

Spero in ogni caso di esser stato chiaro e che ciò che ho spiegato possa servire ai miei "studenti" per migliorare la loro tecnica!!

Nel frattempo a casa dei buoni Alex Crippa e Alfio Buscaglia, sono arrivate delle copie della versione americana di "100 anime"!
La cara editor mi ha spiegato che non sono previste copie omaggio per il colorista (ah-ah! vedete voi a voler diventare coloristi, a cosa andate incontro???!!), per cui vi allego un'immagine rimbalzata dal blog di Alex!




15 settembre 2011

La colorazione più difficile (pt. 3)

Tra i commenti sul post di ieri, Jac mi ha fatto una domanda molto interessante:

"Ma davvero la reputi la colorazione più difficile che hai fatto?"

Come si misura la difficoltà di una colorazione?
Per rispondere subito alla domanda di Jac, posso dire che si, questa, assieme ad una tavola di 100 anime, è la colorazione più difficile che ho realizzato.



Ecco. Queste 2.

La difficoltà nell'affrontare queste colorazione è sostanzialmente diversa. Quindi, come si misura la difficoltà di una colorazione?

Nella prima immagine, disegnata da Cardinale, la difficoltà stava nel riuscire a pensare ad una colorazione che non rischiasse di deturpare la leggibilità del disegno ma, anzi, di aiutare a distinguere bene i piani di profondità e accompagnare l'occhio del lettore a vedere, con ordine, tutti gli elementi della scena, elementi che bisognava percepire come tanti "singoli" ma al contempo come un unico "tutt'uno".
In più, la complessità del disegno, con la presenza di tutti quei dettagli, mi obbligava ad un "piano d'attacco" molto strutturato anche per riuscire a gestire il file in termini di potenza del computer con il quale ho colorato l'immagine. Ci si mette un istante a ritrovarsi con centinaia e centinaia di livelli.
La quantità di dettagli nel disegno, inoltre, rischiava di non dar spazio ad una lavorazione cromatica funzionale e, quindi, la colorazione avrebbe potuto anche sminuire di molto il lavoro certosino fatto dal disegnatore.

Nella seconda immagine, disegnata da Buscaglia la difficoltà, invece, era riuscire a visualizzare e rendere l'atmosfera metropolitana di Milano. Anche in questo caso la tridimensionalità del disegno è evidente e strutturale, il colore doveva appoggiarvisi sopra, senza rischiare di incasinarne la leggibilità, ma evidenziando la profondità dei piani che avrebbero creato l' "aria" dell'ambiente.

Le due tavole, a livello di disegno, sono una l'opposta dell'altra, ma entrambe sono realizzate da due maestri che sanno costruire alla perfezione uno "spazio tridimensionale"



Da una parte la ricchezza di dettagli doveva essere assecondata da una colorazione concentrata a creare leggibilità secondo una logica di "piani di profondità", sfruttando le svariate fonti di luce presenti nella scena (avete mai letto il libro di Burne Hogart sul bianco e nero?), dall'altra la libertà lasciata dal disegno al colore, necessitava di un lavoro solido di sostegno tridimensionale in funzione, sempre, della luce e dell'atmosfera.
Insomma, l'obiettivo è, come sempre, comune: tridimensionalità e leggibilità, solo che il punto di partenza era differente e contrario.

Sicuramente le due tavole più difficili (senza contare quelle che sto facendo per un progetto con uno sceneggiatore che stimo all'infinito, ma di cui vi parlerò a tempo debito).


06 aprile 2011

OSSERVARE 2

Avete 100 anime? Il secondo volume?

Questa è la foto:


e questa è la vignetta disegnata da Alfio Buscaglia:


Questa è la foto:


e questa è la vignetta:


Andate a vedere sul volume come sono state colorate!

Piccolo aneddoto:

nel secondo volume, tra i personaggi che compaiono nella storia, la sceneggiatura di Alex Crippa prevedeva la presenza di un ragazzino con il maglione rosso, che la protagonista incontrava nel parco.
Per disegnare la tavola, Alfio Buscaglia andò a fotografare personalmente il parco Sempione (? è il parco Sempione, Alfio?) e guardate chi vi trovò:

Qui si supera il concetto stesso di documentazione, solo in un fumetto horror poteva capitare!...ehh..ma "100 anime" ne nasconde di segreti! Cosa aspettate a comprarlo?

EDIT: Alfio mi dice che il parco fotografato e rappresentato nella tavola è il PARCO TROTTER! :)

19 marzo 2011

Alfio Buscaglia...


Fa un'analisi perfetta ed approfondita sul disegno e su Moebius, dopo aver visto la mostra di Parigi del "Maestro dei Maestri"!

Leggetela QUI.

09 marzo 2011

Un altro aspetto fondamentale


Oltre allo studio delle volumetrie, c'è un altro aspetto che non possiamo assolutamente sottovalutare: la documentazione.
Ve l'ho scritto anche in uno dei post iniziali, la documentazione è uno step fondamentale, sia per quanto riguarda il disegno  sia per quanto riguarda la colorazione.
E' difficile pensare di disegnare bene o colorare altrettanto bene, senza aiutare la proprio mente ad elaborare immagini più o meno verosimili, attraverso la documentazione.

In questo caso vi mostro qual'è stata la documentazione che ho raccolto per colorare la copertina del secondo numero di 100 anime.

Il disegno è questo: 

copertina tratta da "100 anime vol 2" Ed. Delcourt, Sceneggiatura: Alex Crippa, Disegni: Alfio Buscaglia, Colore: Emanuele Tenderini
Il punto era quello di riuscire a colorare questa illustrazione ricreando la possibile atmosfera di una sala operatoria dismessa, esaltando soprattutto la freddezza del luogo e la tensione che ne derivava. C'è poco da inventarsi, qui bisogna trovare delle immagini che possano aiutarci a visualizzare la sensazione che vogliamo descrivere.
Solitamente io uso QUESTO sito. Un database di immagini molto completo e soprattutto di alta qualità. Utilizzo molto, ovviamente, anche Google.


Ovviamente queste sono solo in minima parte le foto che ho scaricato all'epoca. Di tutte queste, e altre, foto che ero riuscito a trovare, l'aspetto cromatico che più mi interessò fu il gioco tra la dominante Verde, che notoriamente è un colore "ospedaliero" e che, in questa accezione, diventa anche un buon colore per descrivere una situazione fredda e di tensione, e le luci giallognole, che nel caso della copertina potevano anche dare un senso quasi di "foto anticata", un retrogusto vintage che poteva sicuramente essere curioso.

Tutte le foto che si scarica sono utilissime. Non stiamo parlando solo di utilizzare concretamente delle immagini di riferimento piuttosto che altre, stiamo parlando di accumulare nella nostra mente più informazioni possibili, da rimescolare, da vivere nella loro completezza, e da riversare sul disegno assaporandone tutti gli aspetti narrativi che possano suggerirci. Anche le foto di un medico in primo piano, quindi, in questo caso, o di un dottore in controluce, o di una sala operatoria in bianco e nero, possono aiutarci a vivere una certa atmosfera e sentirne la valenza narrativa, ecco perché ha senso scaricare più immagini possibili, perché è come ricostruire un puzzle nel quale ogni tassello è un'informazione in più che voi andrete, più o meno consapevolmente, ad utilizzare.

copertina tratta da "100 anime vol 2" Ed. Delcourt, Sceneggiatura: Alex Crippa, Disegni: Alfio Buscaglia, Colore: Emanuele Tenderini


07 marzo 2011

Ma come si arriva...

...ad una colorazione come quella di 100 anime?

A parte i discorsi teorici sulla fisica della luce, il contrasto simultaneo, le proprietà del colore ecc..., si parte innanzitutto, come ho detto fin dall'inizio, dalla resa volumetrica.
tavola tratta da "100 anime" Ed. Delcourt, Sceneggiatura: Alex Crippa, Disegni: Alfio Buscaglia, Colore: Emanuele Tenderini
Devo ammetterlo, quando iniziai questo lavoro avevo un po' di ansia, perchè credevo di non riuscire a gestire lo "spazio" che Alfio mi lasciava a disposizione. 
In questa tavola per come la vedete, che è la versione che arrivava a me per essere colorata, tutto il discorso sulle volumetrie viene lasciato al colore. SBAGLIATO! La fortuna di lavorare con un maestro con Buscaglia è data dal fatto che essendo un ottimo disegnatore, la costruzione delle sue figure e dei suoi ambienti, si basa su una resa tridimensionale molto precisa. Poco importa se il risultato definitivo sia a linea chiara, a neri netti, a neri tratteggiati o altro, il punto è che con il suo segno lui già riesce a creare forme con una loro solidità e una loro volumetria (sarebbe bello poter vedere da che matita, Alfio, ha costruito la sua tavola).

In ogni modo dentro questo tipo di tavola c'è già tutto, forma, volume, profondità, luci. Per poter vedere questo "tutto", basta procedere per piccoli passi, e infatti, ciò che il colorista deve fare dopo aver aperto il file non è buttarsi subito sul colore, ma...
tavola tratta da "100 anime" Ed. Delcourt, Sceneggiatura: Alex Crippa, Disegni: Alfio Buscaglia, Colore: Emanuele Tenderini
Studiare le volumetrie a matita. 
Questo studio a matita mi permette di definire innanzitutto dove sono posizionate le fonti di luce e che tipo di fonti di luce sono (in questo specifica tavola abbiamo fonti di luce artificiali). Dal posizionamento delle fonti di luce passerò alla determinazione delle volumetrie che ne scaturiscono, sulle figure e sugli ambienti, considerando le ombre proprie (quelle che ogni oggetto o figura riflette su se stesso) e le ombre riportate (quelle che ogni oggetto o figura riflette su altri oggetti o figure).

Ed è in questa fase che si può parlare di virtuosismo, perchè qui il colorista riprende il discorso del disegnatore, e lo fa proprio, aggiungendo quei tagli di luce che arricchiscono la scena, completando la narrazione dal punto di vista strettamente "emotivo". Più un colorista ha la capacità di osservare e misurare la realtà, e i fenomeni che la regolano, più potrà individuare, in scene simili, elementi che possano destare l'interesse del lettore, anche da un punto di vista meramente tecnico.

Ma con questo metodo non si allungano i tempi di sviluppo di una tavola?

Al contrario, si accorciano. Separando analiticamente la fase di studio dei volumi dalla fase di coloritura, si ha il "tempo" di concentrarsi su più elementi da sviluppare (ad un primo step, appunto, il gioco delle ombre e dei tagli di luce, ad un secondo step, la temperatura e la profondità dei colori), senza però andare per tentativi, senza improvvisare, ma ragionando su ogni piccolo dettaglio. E' in questa fase che, se vogliamo, possiamo decidere sull'equilibrio della tavola, o sulla sua disarmonia e avendo sempre sott'occhio questo studio, nella fase di colorazione definitiva, potremo "solo" goderci il piacere di giocare con i colori, forti di uno "scheletro volumetrico" appena costruito che ci sorreggerà in tutte le nostre scelte cromatiche.

Infine, questo step rappresenta un vero e proprio "bridge" tra disegno e colore, che da la possibilità al colorista (figura in questo caso scissa da quella del disegnatore) di capire il segno del disegnatore e adattarsi al suo stile, per integrare al meglio le due componenti che creeranno il risultato finale.
tavola tratta da "100 anime" Ed. Delcourt, Sceneggiatura: Alex Crippa, Disegni: Alfio Buscaglia, Colore: Emanuele Tenderini



04 marzo 2011

Applicazioni del Contrasto Simultaneo

Ecco cosa sarebbe successo, alle tavole di 100 anime, se non avessi usato il contrasto simultaneo.



Nella prima tavola ho cercato di levare i complementari (gli arancioni) della dominante di colore della tavola (verde-azzurrino).
I due risultati sono sicuramente molto diversi tra loro, e non è detto che uno sia meglio o peggio dell'altro. Dipende, sempre, dal risultato che volete ottenere. Risultato che avete nella nostra testa dopo esservi raccolti gigabytes di immagini di documentazione.
In questo specifico caso ho preferito giocare con il contrasto simultaneo, "accendendo" in maniera importante le luci arancioni della prima vignetta, perchè un risultato troppo monocromatico, secondo me, avrebbe potuto "annoiare".
Da un altro punto di vista, il risultato monocromatico, poteva sicuramente evidenziare ancora di più l'atmosfera di tensione della scena. Secondo me, accentuare il contrasto tra un'illuminazione "calda" delle luci arancioni della strada, in vignetta 01, e un'illuminazione "fredda" dell'interno della casa, aiuta a far "vibrare" di più la narrazione visiva della tavola.
Inoltre, se osservate, oltre ad aver usato il contrasto simultaneo tra la prima vignetta e le successive 6, ho inserito il contrasto simultaneo anche all'interno della prima scena, dove il blu del cielo "vibra" con le luci arancioni della strada che a loro volta "vibrano" con il semaforo verde.
In corrispondenza della luce verde frontale del semaforo, ovviamente, ci sono le due luci rosse laterali, una delle quali, quella di sinistra, va a contrastare simultaneamente, ancora una volta, il cielo azzurro-notturno.
Sembra che sia fatto a caso vero? Invece no, perchè avrei potuto pensare ad un semaforo rosso, ma la sua luce frontale si sarebbe "persa" tra le luci arancioni della strada.


Nella tavola qui sopra vedete lo "zig-zag" di legami cromatici tra una vignetta e l'altra, dove si alternano, all'interno delle vignette colori caldi e freddi, mentre tra una vignetta e l'altra c'è sempre un rimando cromatico che le lega narrattivamente tra loro.

In 100 anime ho fatto tantissime riflessioni di questo genere, che forse non ho nemmeno mai raccontato ai miei amici (e ovviamente co-autori) Alex Crippa e Alfio Buscaglia.
Vi consiglio vivamente di comprarlo. :)

22 febbraio 2011

Una tavola di 100 anime...

in Americano!?!?!?

100 anime (2003 Crippa, Buscaglia, Tenderini - Ed. Delcourt), è uscito su HEAVY METAL! (quanti links in una sola riga!!!)


100 anime è in assoluto il mio primo lavoro come colorista digitale. Ci ho messo dentro tutto ciò che stavo capendo in quel periodo, sviluppando una lavorazione per i 3 albi, che non riuscirei a ripetere oggigiorno. Ma ne riparleremo ovviamente.

QUI, potete scaricare una preview delle tavole!