22 giugno 2011

Dei 2 Cover - step by step 2


Quando ho finito di costruire le tinte piatte dei personaggi  e i livelli di ombreggiature (che per ora si fermano alle "solite" 2 velature, ma conto di aumentarne la lavorazione nel momento in cui la scena si comincia a definire un po' meglio...), comincio a costruire quel poco di ambiente che dovrà apparire nella cover: le 3 piramidi sullo sfondo. Seleziono anche un colore di sfondo un po' più vicino all'idea di atmosfera che ho per ora.


E' il momento di armarsi di pazienza e costruire i "Cuboidi". Alla fine del tutorial sulla cover in generale, apriremo un'approfondita parentesi sulla realizzazione dei Cuboidi, per ora limitiamoci a considerare la costruzione di questi personaggi come al solito: tinta piatta, mediante l'utilizzo dei tracciati, con la matita di riferimento, e livelli di ombreggiature.


Inserisco i Cuboidi a vari livelli. Dietro i personaggi principali e davanti, lascio ogni piano su di un livello separato, perché prevedo una lavorazione intensa, che necessiterà di una "comoda" gestione dei vari "strati".




Manca ancora la treccia infinita di Venus. La metterò alla fine, essendo un elemento con un ingombro piuttosto "importante", che si svilupperà senza una direzione o una lunghezza precise, preferisco aspettare di inserire tutti gli elementi della scena per poi "legare" il tutto con la treccia del mio personaggio tettuto preferito!

Tempo fa un amico mi chiese su questo blog quale fosse la foto di riferimento che usai per realizzare i cuboidi. 



EDIT: SU CONSIGLIO DELL'AMICA LIA, COMINCERO' A PUBBLICARE, DI VOLTA IN VOLTA, IL "CONTO DEI LIVELLI" PER OGNI STEP. ECCO A QUANTI LIVELLI SONO, IN QUESTO MOMENTO DELLO SVILUPPO DELLA COPERTINA:


Minkia, lo so. Anche io avrei detto "a memoria", al massimo 9-10 livelli, e invece a questo punto della cover sono già a 89 livelli (nell'immagine non li vedete tutti, molti sono "chiusi" nei "gruppo livelli").

Perché così tanti livelli?
Come vi ho già accennato, Dei è un progetto con "uno stile in divenire". Quando ho iniziato a disegnarlo la prima volta, non avevo mai disegnato nulla, con questo livello, a malapena il dossier di presentazione per l'editore, che cmq risulta ancora moooolto diverso dalla versione finale pubblicata. Ho anche accennato, in uno dei miei incontri alla scuola di Milano, che anche all'interno del libro stesso, lo stile, e il modo di disegnare i personaggi cambia in continuazione. Per me, apro questa parentesi, sarebbe stata una cosa molto interessante "calcare" un po' su questa "mutazione di forma" continua, di tavola in tavola. Da "creativo" mi annoio disegnare sempre le stesse cose, per molto tempo: 124 tavole sono davvero tante, per rendere interessante il lavoro vi assicuro che sarei disposto a cambiare i personaggi di vignetta in vignetta, "accettando la sfida" di rendere cmq leggibile e comprensibile il tutto, chissà che un giorno un qualche editore "coraggioso" non me lo lasci anche fare. (Chiusa parentesi).

Dicevo: stile in divenire, significa che molte regole non le ho fissate. I "codici" di costruzione dei personaggi non sono completi al 100%, ci sono cose che ancora non so disegnare nello stile di Dei, che è uno stile che inizia con questo progetto, e forse finirà con questo progetto. Questa "codifica incerta", o questa mancata sicurezza nel disegnare secondo una regola che devo ancora creare al 100%, mi porta a dovermi preparare un lavoro che sia il più "controllabile" possibile. Ad un certo punto dovrò "chiudere" l'illustrazione, e tutto dovrà essere coerente, ma ancora non so cosa significhi "coerenza", nell'accezione di questa cover (pur avendo una matita che rappresenta un "cuscinetto di salvataggio" piuttosto "solido").

Ecco quindi la mia necessità di tenere tutto separato: protagonisti buoni, protagonisti "cattivi", ambiente, cubi, ecc. Per i cubi, specificatamente, ho mantenuto la divisione in due livelli, tra il corpo del cubo e il suo "viso", perché sapevo che avrei dovuto lavorare il "corpo" secondo i riferimenti che mi venivano dati dalla foto della gelatina, ma la bocca e l'occhio non fanno parte di quella lavorazione per cui devo tenerli "staccati" altrimenti mi stanno in mezzo le scatole e non mi agevolano le selezioni e il lavoro di tracciati. 

Tutto questo con la riserva che, appena mi sarò convinto che certe parti funzioneranno a prescindere, unirò i livelli, per averne di meno (o molti di più, per altre parti dell'illustrazione) negli steps a venire.

21 giugno 2011

Dei 2 Cover - step by step


Iniziamo ad analizzare tecnicamente la cover di DEI 2 partendo da una "macro-visione" d'insieme, per andare poi a concentrarci sui singoli dettagli.  Man mano, nel corso dei prossimi giorni, sposteremo l' "obiettivo" su alcuni elementi specifici per perfezionare la nostra tecnica di colorazione digitale.
Come sempre, il disegno a matita innanzitutto, provvisto di ingombro per il titolo e dorso, per calcolare le distanze della "piega" tra la prima e la quarta di copertina. La matita ha una costruzione "geometrica" piuttosto precisa che dovrà sostenermi "otticamente" nella costruzione dei volumi con il colore.


Matita in MOLTIPLICA e sotto di essa inizio a costruire le tinte piatte, utilizzando i tracciati. Come si può notare nella prima di copertina, la posizione scelta per i personaggi, in fase di disegno a matita, può non corrispondere alle proporzioni o alla posizione dei personaggi in fase di definizione con il colore. Se, infatti, con la matita mi concentro in particolar modo sulla costruzione precisa dei volumi, sacrificando un po' di "freschezza" del segno, con la tinta piatta cerco di "arrotondare" ed "ammorbidire" le forme e da questo ne deriva che gli spazi tra i personaggi, "rilassandosi", possano cambiare e aver bisogno di una nuova "impaginazione".


Nel dettaglio, Rah costruito a tinte piatte. Il preciso (e un po' rigido) disegno a matita mi ha permesso di costruire delle tinte piatte "volumetriche", anche in questa fase si comincia già a sentire la "tridimensionalità" del personaggio, sensazione che verrà enfatizzata negli step successivi, soprattutto con lo sviluppo delle ombre.


Sulle tinte piatte costruisco un po' di disegno.  Nonostante io sappia che con lo sviluppo successivo delle ombre i volumi riusciranno anche "arginare" la fisionomia specifica del personaggio, definendone via via i caratteri somatici e fisici peculiari, ho bisogno di evidenziare alcuni punti di "piega" del corpo, o di espressività del viso, per donare "forza" al mio disegno. Poche linee "secche" aiutano a scolpire un po' di più l'immagine che altrimenti alla fine risulterebbe un po' troppo "caramellosa" e "morbida". La logica con cui disegno le linee di demarcazione del viso e del corpo, è molto semplice: enfatizzo le pieghe dalle quale scaturiscono i volumi più evidenti. E' come disegnare uno "smile" un po' più dettagliato, ovvero segnare gli elementi più evidenti nella composizione grafica di un viso o di un corpo. Allora, in questo caso, appunto ho segnato (ho marcato): la bocca (il becco), gli occhi , le linee espressive della fronte corrugata, le mani, la toga, e le zampe.


Le ombre, stese come sempre in 2 velature (per il momento), non diventano altro che il prolungamento spontaneo delle linee di demarcazione anatomica appena stese. Il "gusto" personale di ognuno di noi, dovrebbe darci la possibilità di raggiungere un risultato al contempo "morbido" ma "preciso". Ovviamente il disegno delle ombre è stato sviluppato scegliendo e posizionando la fonte di luce (in questo caso il piccolo sole sopra la testa del Dio).


E così per gli altri due personaggi. Il piccolo sole come fonte di luce principale, e i volumi dei personaggi che ne scaturiscono di conseguenza.

20 giugno 2011

Dei 2


Continuo a parlare di copertine, ma questa volta parto dallo spunto di quella del secondo numero di DEI, per poi sviluppare un discorso sulla colorazione e sulla lavorazione di certi materiali.

La cover di Dei2 segue esattamente la mia "filosofia", che  ho ormai ripetuto più volte: prendi elementi "banali" e presentali in maniera interessante. Non bisogna correre il rischio di spoilerare la storia che si leggerà dentro il libro.

Per realizzare questa cover, come nel primo caso (Dei 1) ho preso i protagonisti della vicenda e li ho contestualizzati nell'ambiente che verrà descritto nel racconto. Questa volta i 3 protagonisti sembrerebbero essere 3 dei egiziani, tra l'altro con delle proporzioni fisiche piuttosto simili a quelle degli dei greci protagonisti del primo numero (Rah, il dio del sole, leader del gruppo, ha il fisico simile a Bacchus; Anubi, il dio dei morti, ha le proporzioni di Mars; Bastet, la dea gatta, ha invece il fisico di Venus, tranne che per le tette, che nel suo caso sono molto più proporzionate). 


Questa volta nessuna inquadratura dinamica. Non c'è nessuno che "fugge" da qualcosa. L'inquadratura statica e centrale di questa cover vorrebbe sottolineare l'imponenza delle 3 divinità egizie, che in questo caso non sono in "pericolo", ma gestiscono  la situazione, che è sotto il loro controllo. Sullo sfondo, come ho già detto, una piramide a enfatizzare l'ambiente dove si svolgerà l'azione. A rendere tutto più "interessante", o quantomeno "curioso", una cascata di Cubi Monocoli che sembrerebbero uscire dalla piramide, pronti a travolgerci. 


I cubi saranno un elemento importante per lo sviluppo della narrazione. Li ho studiati proprio con l'intento di poterli ripetere a profusione. Se quei personaggi avessero avuto una caratterizzazione più complessa sarebbe stato più difficile, e lungo, gestirli in "massa". Disegnarli con questa forma cubica, invece, mi da la possibilità di "automatizzare" un po' il lavoro, che sarà (nel momento in cui realizzerò le tavole dove appaiono questi personaggi) più "manuale", e meno "cerebrale" (non dovrò, quindi, pensare troppo a disegnare uno a uno questi cubi, centinaia di volte, sarà solo un discorso di ripetere il gesto e le forme "n" volte).

In quarta di copertina i nostri 3 precedenti dei, imprigionati da bende di mummie egizie.

Non posso sicuramente andare oltre nella descrizione dei miei intenti per questa copertina, perché rischierei di raccontarvi alcune scelte fatte in funzione della storia che andrete a leggere, rovinandovi alcune parti, ma vi posso assolutamente dire che, in questo caso, in questa copertina, non sono stato completamente "onesto" in relazione al racconto. Ho "mentito" su alcuni elementi, su alcuni "intrecci", consapevolmente. Fra un po' di mesi vi spiegherò perché! :)

Da domani, invece, analizzeremo la cover dal punto di vista grafico.