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09 novembre 2011

e il 3d?


Tempo fa (ormai, credo, quasi 1 anno fa), vi parlai e vi mostrai un video riguardo un progetto molto interessante per piattaforme digitali. Si trattava, come ricorderete, di alcune vignette "tridimensionali". Caricate su ipad, al movimento del device, l'inquadratura della vignetta si spostava dando l'impressione del 3d. Sembrava essere un progetto rivoluzionario, dalle enormi aspettative e possibilità tecniche. E in effetti lo era. 
Artisticamente parlando i margini di sperimentazione per il disegnatore erano pressoché infiniti, ricordo che il periodo in cui sviluppai quelle vignette fu uno dei più felici della mia vita, proprio perché stavo scoprendo e creando qualcosa di nuovo, che non si era mai visto prima; l'"esplosione narrativa" che suggeriva quel modo di realizzare le vignette mi ispirava continuamente idee nuove e anche la mia tecnica personale si stava affinando, essendo "costretto" a ragionare in "3d", letteralmente.

Ma cosa è successo? Perché non ne ho più parlato? Avevo promesso di descrivere minuziosamente il processo creativo che mi portava a realizzare quel genere di vignette eppure, poi, in queste pagine non ne ho fatto più cenno. 
Moltissimi lettori continuano a chiedermi che fine abbia fatto quel progetto e ad un certo punto è giusto, per quanto possibile (poco), dare una spiegazione.
Quel progetto lo realizzai assieme ad altri due amici. Semplicemente, "un diverso modo di pensare" creò una frattura nella nostra collaborazione, al punto che ci dividemmo e io, completamente ignorante in materia di programmazione, non ebbi più la possibilità di utilizzare lo strumento del 3d.

Per ora posto alcune vignette che avevo realizzato all'epoca (alcune le avevo già mostrate):










Da un po' di tempo a questa parte ("pubblicamente" fin dall'apertura del blog), uso i videogiochi come fonte primaria di ispirazione tecnica, e credo che in queste vignette si possa notare. L'interessante, nello sviluppo di questo tipo di ambienti, è la creazione delle "forme" secondo una logica di atmosfera. 
La profondità di campo, le forme e i dettagli sono subordinati, cioè, ad un idea di "luce". La luce cesella lo spazio e fa funzionare le forme. E' un processo mentale un po' difficile da spiegare a parole, cercherò di spiegarlo meglio in un prossimo post "più tecnico", per ora mi limito a dire, qualora siate appassionati anche voi di videogiochi, che è esattamente la filosofia con cui i ragazzi in DICE hanno portato avanti lo sviluppo di Battlefield 3, un esempio di tecnica e di gestione dello spazio e della luce come non si era mai visto prima in nessun altro videogioco. Ma anche di questo parlerò prossimamente.

16 febbraio 2011

Fumetti digitali 3d


Matteo Stefanelli, nel suo blog, pone delle interessanti riflessioni legate alla tecnologia Deepcomix, per la quale ho realizzato il fumetto "3d" 3 DI NOTTE.

Vi invito a leggere il post e a dire la vostra sulla questione. Io ho molte cose da dire, pian piano cercherò di costruire un discorso completo!

Grazie, intanto a Matteo, per aver focalizzato l'attenzione sull'applicazione.

18 gennaio 2011

Si aggiunge o si toglie?


Lo so che molti di voi fremono per poter leggere un tutorial sulla colorazione digitale...ancora meglio se si parlasse di questa nuovissima App 3d di cui leggete nel post precedente...

Tuttavia, dobbiamo andare avanti con un programma ordinato e coerente, quindi è tempo di procedere con un altro piccolo step, nella nostra riflessione sul colore, sempre considerando che ci stiamo dando gli strumenti che ci permetteranno di capire meglio i futuri tutorial.

Abbiamo detto che il colore è Luce. Ma allora la tempera? che cos'è? I colori ad acquerello? Sono luce? non mi sembra. La colorazione digitale si, la elaboro al computer, e il monitor emette radiazioni luminose, ma quando la mia tavola va in stampa? I colori stampati su carta sono luce?.

Per rispondere a questa domanda parliamo innanzitutto di colori primari.
I primari sono i colori NON ottenibili dalla mescolanza di altri colori.

Semplificando di molto il discorso (non voglio stare qui a perdermi nei meandri della filosofia o della storia del colore), diremo per convenzione che i colori primari della LUCE sono il:

- Red (rosso)
- Green (verde)
- Blu (blu)

RGB.
E la mescolanza di questi colori si chiama SINTESI ADDITIVA (poi lo spiego).

Sempre semplificando di molto il discorso, invece, riteniamo che il:

- Cyan (ciano)
- Magenta (magenta)
- Yellow (giallo)

CMYK (la K, che in photoshop rappresenta il valore del nero, in realtà è la definizione della lastra "Key" che permette, attraverso la tecnologia "Computer to plate" di allineare le lastre degli altri 3 colori)siano i tre colori primari nella SINTESI SOTRATTIVA, ovvero i tre colori "della carta stampata", attraverso i quali otteniamo la più vasta gamma di altri colori.

Cosa vuol dire Sintesi Additiva o Sotrattiva?

Mescolando i 3 primari della sintesi Additiva noi otteniamo il BIANCO. Chiaro, aggiungendo LUCE (colorata) ad altra LUCE (colorata), è impensabile che ci risulti il BUIO (nero). E da questo deriva il termine ADDITIVA. Aggiungiamo LUCE A LUCE.


Nell'immagine qui sopra vedete nella prima finestra in alto la completa assenza di luce (R:0, B:0, G:0) e man mano che sposto le levette per aumentare il valore della luce arrivo alla fine ad ottenere il bianco.

Mescolando i 3 primari della sintesi Sotrattiva noi otteniamo, invece, il BISTRO (nero). Chiaro, se io, su un foglio, stendo una velatura di ciano, sopra la quale stendo una di magenta, sopra le quali ancora ne stendo un ultima di giallo, non andrò di certo a creare Luce, anzi, TOLGO Luce al foglio, perchè la radiazione luminosa che parte dalla mia fonte di luce, prima di toccare il foglio deve attraversare la composizione molecolare dei tre primari sovrapposti i quali abbassano l'intensità della radiazione luminosa di partenza.


Nell'immagine in alto, parto da assenza di pigmento, quindi il foglio bianco, e man mano aggiungendo pigmento, ottengo il Bistro.

Riflessioni finali:
Il colore è luce, e i tre colori primari della luce sono l'RGB, quello che noi vediamo a monitor. La somma delle radiazioni luminose si chiama SINTESI ADDITIVA, la somma dei tre primari nella sintesi additiva da il Bianco.

Il colore è pigmento colorato (tempera, acquerello, acrilico) tenuto assieme da un collante (la tempera, per esempio è costituita da pigmenti in polvere tenuti assieme da collanti come il tuorlo d'uovo ed acqua distillata), i colori primari del colore nella SINTESI SOTRATTIVA sono il CMY-K, e la loro somma da il Bistro.

La gamma cromatica dell'RGB è molto più ampia rispetto a quella del CMYK, ovvero, con l'RGB voi potete creare molti più colori rispetto al CMYK.
E per questo esiste una sostanziale differenza tra le possibilità cromatiche che vedete nelle atmosfere dei videogiochi (si parlava della luce di Mirror's Edge, in questo post) e i risultati visivi che potete ottenere voi su carta. Nei videogiochi si usa la mescolanza Additiva, l'RGB; per colorare e stampare i vostri fumetti dovrete usare, invece, la quadricromia, Sotrattiva, del CMYK.

Per quanto riguarda, invece, le vignette di "3 by night", il progetto 3d realizzato con Michele Sciolette e Stefano Ascari, ho potuto utilizzare la gamma cromatica dell'RGB, perchè il supporto finale è l'IPAD o l'IPHONE, ovvero schermi luminosi, e non carta.