06 settembre 2011

Dicevo ieri...

...che saremmo "ripartiti" dall'osservazione e un po' "mentivo", ma solo al 50%.
In effetti non mi ricordavo che dovevo ancora mostrarvi questo splendido esempio di "apprendimento tecnico":


Queste due tavole sono state realizzate da mio fratello Andrea Riccadonna, a distanza di diversi anni l'una dall'altra. Nel mezzo, un percorso di apprendimento tecnico di un certo rilievo.

A inizio post dicevo, "mentivo al 50%", perché in effetti non stiamo parlando di osservazione, nell'accezione del colore, ma dobbiamo necessariamente sforzarci di osservare queste due versioni della stessa scena, per capire esattamente cosa significa "imparare" a disegnare.

Qual'è, a mio avviso, la differenza sostanziale tra questi due disegni? La tridimensionalità. Guardate, per esempio, il viso della prima vignetta in alto a sinistra, e confrontatelo con la sua versione più recente. La conoscenza dell'anatomia porta ad un risultato più tridimensionale e quindi più bello, più "corretto", più giusto".

Il senso della narrazione ne viene raffinato di conseguenza. 

In questo caso, quindi, la conoscenza "scientifica" dell'anatomia porta a migliorare la tridimensionalità dei personaggi, la morbidezza del segno a matita, la scelta delle inquadrature e quindi la creazione dell' "atmosfera" narrativa.

E' raro poter osservare due versioni cronologicamente distanti della stessa tavola, approfittiamone tutti e ringraziamo il maestro Riccadonna per aver realizzato un così interessante accostamento. 

[EDIT]

Davide "O", ci rimbalza sui commenti a questo post, una nota pubblicata sul Facebook del Maestro Bruno Brindisi (sempre sia lodato):


PUNTI DA TENER PRESENTI
Di Alex Toth
Come io cerco di fare! (E spesso fallisco, potrei aggiungere!) 

• Elimina il superfluo, tutto ciò che non è necessario. Sii sfaticato!
• Controlla e correggi il tuo lavoro, in ogni fase. Preservalo!
• Concentrati sui rimanenti (e veramente importanti) elementi dell'immagine.
• Enfatizza ciò che è importante in una scena. Risparmia disegno!
• Isola gli elementi chiave, come si fa attraverso un mirino.
• Usa primi piani e dettagli solo quando è necessario: sui volti per le espressioni, e sugli oggetti più piccoli, difficili da distinguere in altri modi.
• Per impostare una scena, un luogo,un'ambientazione, ecc, usa un campo lungo, stabilisci un'angolazione (dall'alto / dal basso, ecc) - ma ancora una volta, semplicemente!
• Poi, piani ravvicinati, più o meno stretti a seconda dell'importanza (panoramica / campo / controcampo / totale / primo piano / primissimo piano).
• Stabilisci la fonte di luce, se necessario, per dare atmosfera, per i neri e le ombre proprie e portate su figure, oggetti e pareti, piazzale il più possibile correttamente.
• Elimina questo lavoro di luce ed ombra nelle altre inquadrature.
• Semplifica, semplifica, semplifica tutto!
• Ricorda, alcune vignette saranno e dovranno essere pedestri, insignificanti, e insulse, perché sono solo "ponti" tra le scene chiave del racconto. Come in ogni forma narrativa, cinema, tv, libri, giochi, musica, opera, pittura, ecc, non si può stupire con ogni immagine. Ricorda, è questo che dà ritmo ad una storia, come una punteggiatura visiva, come i luoghi di riparo da una tempesta! USALI! Senza paura!
• Alcuni di questi "ricoveri" o "pause" possono essere resi graficamente interessanti attraverso scene ben fatte - se la storia permette! Non stiracchiare la logica!
• Imparando a eliminare gli oggetti inutili, figure e sfondi, ecc, è possibile concentrarsi su ciò che è rimasto da disegnare nell'inquadratura, ma bisogna disegnarlo il meglio possibile per "reggere" la scena!
• In altre parole: la tavola è tutta una questione di elementi essenziali, ma si deve disegnare alla perfezione ciò che è rimasto!
• Tutti questi consigli si basano sulla critica di Roy Crane al mio lavoro - ed è assolutamente corretta, su tutti i punti!
• Nelle strisce di Wash Tubbs e Captain Easy e in Buz Sawyer, sulla tavola domenicale di Roscoe Sweeny, il suo lavoro di cinquanta e passa anni dimostra la sua validità! Nel suo lavoro, come in nessun altro dei suoi contemporanei, troverete uno straordinario equilibrio nel suo senso dello spazio all'interno di una vignetta, una striscia, o una pagina! La sua semplicità ci mostra come utilizzare al meglio le cose all'interno di un'inquadratura, per creare tensione, azione, o momenti di riposo ... in modo chiarissimo!
• Ha sempre evitato dettagli che creassero confusione!
• Per citare qualcosa di appena letto: per aggiungere alla verità devi solo sottrarre da essa (non è straordinario?)!
• Rendi al meglio oggetti, macchine, ambienti, arredi, ecc .... Per aggiungere realismo!
• Come Sickles ha scritto: "Capite come è fatta una cosa e non avrete problemi a disegnarla!"
• Soffermati a pensare di più - su cosa disegnare e cosa NO, e come farlo - e faticherai MENO!
• Pianifica in anticipo, pensa prima di fare ... così, risparmierai lavoro e tempo!
• Ma - qualunque cosa tu faccia, falla bene!
• Racconta la storia nel miglior modo possibile! Fatti trascinare da quella tempesta!
• Sii onesto con te stesso. Dai tutto quello che hai! Valorizzalo!
• Ispirati a film, fotografie, dipinti, ecc, per la composizione! Per le inquadrature, per l'eliminazione di cose non essenziali, per nuovi stimoli, per stupire, economizzare, avere un impatto più forte e diretto. Ma anche per la bellezza e la finezza - la tensione, la suspense, l'azione, l'umorismo, la luce e il buio, il bilanciamento, la linea contrapposta ai neri, e così via. UTILIZZA TUTTO!
• Analizza tutto ciò che vedi - sii critico. In modo positivo!
• Guarda - osserva - ricorda! Costruisci il tuo file di memoria!
• Buona fortuna -

Best - Alex



17 commenti:

  1. ed è interessante sottolineare come la tridimensionalità l'ha ottenuta evitando le prospettive (l'arco nella prima versione) perchè il solo "personaggio" la ha di sua...

    molto bello il secondo, molto "andysmith"...

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  2. si! giusto! e allora rilancio sottolineando (che è una cosa importantissima, perchè è il "punto debole di molti") che Andrea non evita le prospettive perchè non sa farle:
    http://2.bp.blogspot.com/_n_YcFx3imKQ/SeRkiSgCkgI/AAAAAAAAAMA/JeiAAJ9_hTQ/s1600-h/david+definitivo+torinob.jpg

    è proprio una scelta legata al "modo di raccontare", è questo il bello.

    :))

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  3. ma infatti, si torna alle regole di toth...

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  4. qui, messo da bruno qualche giorno fa

    https://www.facebook.com/notes/bruno-brindisi/per-tutti-i-fumettari/10150295179344172

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  5. • Concentrati sui rimanenti (e veramente importanti) elementi dell'immagine.

    • Enfatizza ciò che è importante in una scena. Risparmia disegno!

    • Isola gli elementi chiave, come si fa attraverso un mirino.

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  6. magnifico!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  7. è una lista lunga non me la fa postare tutta qui

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  8. Molto interessante, l'errore che faccio sempre anche io è di mettere sempre troppo dettaglio nello sfondo e come risultante si ha una "distrazione" dal personaggio in primo piano e un appiattimento della scena (me ne sono accorto vedendo ora la comparazione), le inquadrature "nuove" invece eliminano il problema alla radice e i punti di vista sono migliorati decisamente, insieme all'impaginazione.

    Grazie per questo interessante confronto...

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  9. che grande andy smith... http://andysmithart.com/images/WX-pencils--4-page-13.jpg

    (http://www.andysmithart.com/images/Firstman-Spider-.jpg)

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  10. chiaramente iper"tutto"... a guardarlo troppo ti stanchi

    però a me me fa morì...
    allievo di bart sears se non ricordo male

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  11. Grazie per questo post anche da una non fumettista,molte punti della lista possono andar bene per altre arti creative.....difetto di molti che intraprendono un cammino artistico professionale od hobbistico è di appesantire il loro creare con troppi orpelli che lo rendono insopportabile alla vista.
    :-)

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  12. compensare l'insicurezza con l'eccesso di dettagli...
    ma dall'altra parte però c'è toth, un maestro del "segno"...

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  13. Bhe! Commentare un proprio disegno, soprattutto quando si ricevono anche complimenti (cui ringrazio Manu), non è mai facile e nemmeno molto elegante.
    Volevo solo dire una cosa che sembra molto ovvia ma spesso non ci si pensa, e soprattutto credo sia utile in questa sede dove ci si confronta per imparare:tra queste due immagini ci sono altri 200.000 fallimenti. Il numero non è esagerato, se mai è arrotondato per difetto. Nella "maturazione" del segno ho preso un sacco di vicoli ciechi ( e credo che ne prenderò ancora un bel po') ma credo che siano necessari, sia perchè mentre il tempo passa possono cambiare i tuoi gusti e quindi ciò che un tempo ti intrigava poi ti sembrerà meno interessante (e questo perchè il tuo gusto si sta formando), sia perchè come diceva Manu i progressi tecnici ti permetteranno di trovare soluzioni più efficaci ( e per tecnici intendo sia lo studio di anatomia, prospettiva, composizione etc sia l'utilizzo di strumenti tecnici dal pennello al computer).
    Come sempre mentre cerco di spiegare un concetto mi perdo un po' dietro ai miei pensieri ma spero che ciò che volevo dire sia chiaro (soprattutto per chi ha appena intrapreso la strada del segno e del disegno)

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  14. Come dice il mio caro amico e maestro Roberto Vian: "l'errore io non lo chiamo errore, lo chiamo possibilità".

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  15. La lezione di Toth l'ha imparata alla perfezione Eduardo Risso.
    Prendiamo ad esempio questa pagina:
    http://redsectorart.com/immagini/images/100b6008.jpg?image_id=1015
    Qui si vede chiaramente l'essenzialità e la pulizia del segno di Risso. Ogni elemento superfluo è eliminato. Però ogni elemento essenziale è quello GIUSTO. Notate il dettaglio della borsa a righe nella prima vignetta, del bottone sul polsino della giacca del parcheggiatore, della bandana del tizio col cagnolino e della collana del nero nell'ultima vignetta. è di questo che parla Toth quando dice: "Rendi al meglio oggetti, macchine, ambienti, arredi, ecc .... Per aggiungere realismo!"

    Ad ogni modo, a mio parere, un'impostazione di quest tipo funziona su una tavola dalla composizione semplice e dalla lettura veloce.
    Il fumetto francobelga, ha una lettura molto più lenta. ci si sofferma di più sulla pagina, e, di conseguenza, una sintesi troppo accentuata rischia di diventare controproducente.
    La BD ha nei sui punti di forza, nelle sue caratteristiche intrinseche, la ricchezza di particolari (che non devono andare a impedirne la leggibilità).

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