30 settembre 2011


Questa mattina al bar: 

Signora 1 (S1): "ehhsì! l'alimentazione è importante! Bisogna saper mangiare bene, e io modestamente mangio bene, signoramia!"

Signora 2 (S2): "oh che brava! e come si fa a mangiare bene? Cosa mangia lei?"

S1: "beh! io mangio POCO ma di TUTTO!"

S2: "ahh! ecco! quindi se ogni tanto mangio un po' di soppressa, che mi piace tanto?"

S1: "la mangio anche io! cosa crede?!...poca, ovviamente, ma ne mangio!"

S2: "ma anche i dolci?...io non riesco a resistere, se ho una scatola di cioccolatini, una via l'altro, me li mangio tutti!"

S1: "beh! sa cosa faccio io? un po' di biscotti, dopo ogni pasto! pochi eh! ma non posso rinunciare al dolcetto! ma l'importante è variare, ascolti me"!

E potrei andare avanti ancora per 2-3 minuti (il tempo del mio caffè). 

Ognuno si estrapoli la sua morale, che io la mia me la sono estrapolata già da un po' e non c'entra necessariamente l'alimentazione, che ognuno può farsi gli affari suoi, e professare qualsivoglia regime esistenziale. Riguarda un po' le apparenze e l'ipocrisia, e la pigrizia. Tante parole e pochi fatti, o molti fatti e poche parole, alla fine i risultati si vedranno, sulla nostra pelle. 

Ma non rompiamo necessariamente i coglioni a chi mangia vegetariano (lo so, quando qualcuno vi dice: "io sono vegetariano" lo guardate come fosse un appestato e gli dite: "ma la carne fa bene!!! sei matto?"), cazzi loro, e cazzi miei se mangio 400 gr di petto di pollo ogni giorno! D'altronde la mia nutrizionista aveva iniziato con darmi una dieta da 1800 calorie giornaliere e sono dimagrito 6 kg in 2 mesi. E' passata poi ad una dieta di 2400, e anche quelle non bastavano, dimagrivo, e lei stessa mi guardò e mi disse: 

"Emanuele!! se dimagrisci altri 2 kg sei nella soglia dell'anoressia!!" 

"eh! Cristo di un Dio sto seguendo le tue indicazioni, sai". (<--questa è la risposta che le diedi io).

Per arrivare a darmi una dieta da 3000 calorie giornaliere, dovetti convincerla, facendomi i dovuti esami, che la mia tiroide era apposto. Ora ne mangio, forse, anche di più di calorie, e finalmente sto mettendo su massa. Mangio quasi 3 etti di pasta al giorno e la percentuale di massa grassa diminuisce sempre di più! Incredibile, vero? Beh, no, perché sono i sughi e gli olii il vero nemico! In ogni modo, dicevo, ognuno scelga di fare come meglio crede, che poi i risultati si vedranno, sulla propria pelle.

E' un po' quello che devono aver pensato in casa DICE, quando hanno realizzato il loro tanto annunciato Battlefield 3. In questi giorni milioni di giocatori (tra cui anche io), stanno testando la versione beta, e leggendo le critiche in giro sembra che questo gioco sarà un fallimento.
E' chiaro che non si poteva paragonare la versione PC (quella utilizzata nei tanti trailers che ho postato anche io) alla versione delle ormai limitate consoles, ed è anche vero che io stesso mi aspettavo una grafica più all'avanguardia, ma se andiamo ad analizzare questo videogioco in profondità ci accorgiamo, almeno dal mio punto di vista, che siamo di fronte davvero ad un prodotto che segnerà il futuro videoludico dei prossimi anni.




In Battlefield c'è la luce. E ve l'ho sempre detto. C'è l'aria, c'è la profondità. E tutte queste cose, il nuovo motore grafico Frostbite 2.0, le esalta all'ennesima potenza. Non so nemmeno come descrivere la sensazione di essere sfiorati dal missile sparato da un Rpg alle nostre spalle, o vedercelo arrivare addosso. Esplorare l'immensa mappa in cui si svolge la battaglia è impresa ardua (anche perchè ci vuole pochissimo ad essere uccisi), Parigi è Parigi, ed è Parigi anche nell'arredamento interno, pur minimalissimo, degli appartamenti al primo, secondo, terzo piano, dei palazzi in cui si può entrare. La luce entra dai buchi sui muri, e si vede grazie al pulviscolo atmosferico. Quando entrate in metropolitana, dallo squarcio sulla pavimentazione del parco, la sabbia del terreno vi cade addosso dalle vibrazioni delle esplosioni, e mentre correte nel tunnel tra un vagone distrutto e tubi che emettono gas vedete, in lontananza, le luci degli spari del conflitto, e sentito i suoni, che mio dio, l'AUDIO in Battlefield 3 vi gela il sangue. Solo, appoggiato al muro della metro, al buio, guardando verso destra sono stato accecato da una luce che veniva verso di me. Solo da pochi metri ho capito che era un mio compagno che mi si avvicinava con il suo fucile con torcia elettrica. Ho guardato davanti a me e sono stato abbagliato da una luce rossa sugli occhi. Spam! Morto!, era un cecchino.
Indescrivibile.



E del nuovo disco dei Dream? vogliamo parlarne?
La prossima volta.

Ps: intanto continuo a guardarmi i documentari della BBC, e osservo cosa succede quando un certo tipo di fungo,  l' Ophiocordyceps, trasforma in "zombie", le formiche o altri insetti (foto all'inizio del post!)




28 settembre 2011

Camicia gialla o no? (parlare di tecnica, facendo "finta di niente").


Mi scuso per l'astinenza di questi giorni dal blog, ma come accennavo nel post precedente, ho avuto dei piccoli problemi di salute.
In questi giorni, tra le tante cose successe, ho letto un interessante articolo scritto da Davide Occhicone, su LoSpazioBianco.it, riguardante la colorazione degli albi Bonelli (R.i.p).
Senza addentrarmi troppo nei particolari di quelle che potrebbero essere, o meno, le "critiche" alle scelte editoriali (cromatiche) dell'editore in questione (è difficile parlarne distaccati, ma sto cercando di focalizzare l'attenzione sui discorsi più tecnici, che scrivere di altro, pubblicamente, sul blog, non mi piace), vorrei esprimere il mio parere a riguardo, perché da anni ormai studio il colore e ciò che esso significa nella sua declinazione narrativa, ma soprattutto perché ho provato con mano cosa significa colorare certi fumetti bonelliani (Tex, Dyd e Dampyr).

Il punto della questione lo possiamo riassumere attraverso le parole del titolo di questo post: "Camicia gialla o no?", Tex, di notte, è giusto che sia colorato con la camicia gialla, pur sapendo che le realistiche atmosfere notturne non giustificherebbero la verosimiglianza di questa scelta? (se avete letto l'articolo a cui faccio riferimento capite meglio il succo del discorso).

Dicevo, mi sono già ritrovato a colorare degli albi Bonelli e devo dire che la risposta non è poi così scontata o così semplice da dare. Proverò quindi a rispondere pubblicando una mia risposta ad un botta-risposta avuto proprio con Davide, via mail:

[...] posso confermare che, in effetti, se Dylan non ha la maglietta rossa, o Tex non ha la maglietta gialla, perdono il loro "charme", sono meno "incisivi", meno "potenti", tanto che mi vien da immaginare  che, se una storia di Tex fosse colorata "a regola d'arte", l'albo non riuscirebbe a mantenere il suo "appeal" di "esclusività" nei confronti delle centinaia di altre uscite a fumetti, a colori. Tex non sarebbe più Tex, diverrebbe "un fumetto qualsiasi".

L'altro problema è che, evidentemente, anche la colorazione "tipografica" usata nelle colorazioni di quegli albi, non va bene, ma non abbassa la qualità dell'albo, lo decontestualizza rispetto al mercato odierno, e ciò diventa un "peccato filosofico".

Allora dove sta la soluzione? perché soluzione bisognerà che ci sia!
Colorare o non colorare Tex?
Il problema a mio avviso non sta nei colori, ma come viene disegnato l'albo. La soluzione sta nel disegno. Non è, quindi, il colore che, totalmente, deve piegarsi al personaggio  o deve trascinarlo verso "nuove dimensioni". 
In questo caso, come mai in nessun altro, secondo me vale la frase: "la verità sta nel mezzo".
Non posso prescindere dalla camicia gialla, posso girarci attorno, ma non posso completamente snaturarla. Però posso elevare al massimo la creazione delle atmosfere. Dove non può arrivare il colore, quindi in quegli elementi "cardine" della serie (camicia appunto), dovrà arrivare uno "svecchiamento" stilistico del disegno. Basta guardare gli ultimi albi di Blueberry ("Dust" per esempio), rispetto ai vari "Arizona Love" ecc.. per capire quanto il colore si sia addirittura "semplificato", rispetto le colorazioni a mano, ma anche il disegno si è ripulito, e il risultato è la modernità dell'albo.
Infatti, per colorare bene un Tex bisogna semplificare il colore, e scegliere i colori giusti. Ma il disegno deve ripulirsi di quei codici ormai "vecchi" nei confronti del mercato.

Tutti i disegnatori di Tex, Dylan Dog ecc sono dei maestri assoluti, ma si vede che nelle tavole  ognuno di loro deve "rispettare" il "rispetto" per il personaggio (a mio modestissimo parere). In qualche modo anche i disegnatori, nel disegno, tengono la camicia gialla di notte.




24 settembre 2011

Osservare creature meravigliose

In questi giorni sono rimasto un po' bloccato a casa, per via di alcuni problemini di salute. Situazione migliore non ci può essere per fare una bella scorpacciata di documentari e scoprire l'esistenza di animali di cui non conoscevo l'esistenza.

Vi presento il Rhinopithecus roxellana (Rinopiteco Dorato).









Da rimanere a bocca aperta, dalla bellezza dei colori di questi animaletti!




16 settembre 2011

1066 IN ITALIANO!


Secondo quanto riportato sul sito Mangaforever, tra le novità di Comma 22 Edizioni, per i mesi di ottobre e novembre 2011, c'è anche il mio tanto caro 1066!


La cosa buffa è che nessuno mi ha detto un cazzo, cioè, io apprendo queste cose leggendole dai forum, mah!