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23 aprile 2014

E' PARTITO IL CROWDFUNDING DI LUMINA!


Ciao a tutti!

è da un po' che non ci si legge, vero?
In realtà molti di voi mi continuano a seguire su Facebook, mea culpa di aver "abbandonato" coloro che (a ragione) detestano i social-network.


Passo da queste parti per segnalarvi un mio nuovo "esperimento": si tratta di una campagna di Crowdfunding per un mio progetto a fumetti (mio e di Linda Cavallini) che si intitola "LUMINA".

Che cos'è il Crowdfunding?

E' una forma di finanziamento in cui io e Linda, autori di Lumina, ci appoggiamo ad una piattaforma online, INDIEGOGO, per chiedere ai lettori di comprare in anteprima il nostro libro. 
Abbiamo fissato una cifra "goal" di 44.000 euro, che è il totale delle spese necessarie per realizzare il libro.
Qualora la somma dei vostri pre-acquisti raggiunga tale cifra, saremo in grado di realizzare il libro, stamparlo e spedirvelo a casa.

Se non dovessimo raggiungere tale cifra vi restituiremo immediatamente i soldi! (attenzione, appunto, il Crowdfunding NON è beneficienza, ma è un servizio di "pre-vendita/finanziamento").

Ci sono varie possibilità di acquisto, chiamate "perk":
- potete acquistare la sola copia digitale del libro, per esempio, a soli 5 euro.
- oppure la copia cartacea con chiavetta USB a 30 euro (spese di spedizione incluse).

Al raggiungimento della cifra stabilita, io e Linda inizieremo a realizzare il libro che vi arriverà a casa entro 8 mesi.

Perché realizzare un progetto simile?
Perché ci siamo stancati di dover subire le "solite regole del mercato", perché vogliamo costruire un rapporto più diretto con il pubblico, senza intermediari di nessun tipo.
In America e in altri paesi la formula del Crowdfunding è molto usata e funziona in modo molto efficace come "valvola di sfogo della creatività", in Italia, come sempre, siamo in una fase ancora "embrionale", ma bisogna che qualcuno cominci a provarci, no?

L'unica speranza che abbiamo per realizzare questo sogno è affidarci all'entusiasmo e all'aiuto del pubblico. 
Potete trovare tutte le informazioni di cui avete bisogno in QUESTA "landing page", dove vi spieghiamo, nel dettaglio, tutte le offerte "acquistabili" e tutte le informazioni che vi servono per capire il meccanismo del crowdfunding.
A QUESTA pagina, invece, potete procedere all'acquisto vero e proprio della vostra copia del progetto!


Qui sotto vi elenco una serie di "domande/risposta" che potrebbero esservi utili per comprendere al meglio ciò di cui stiamo parlando:



Che cos’è il Crowdfunding?
E’ una forma di finanziamento in cui i lettori collaborano alla realizzazione di LUMINA, attraverso la piattaforma online INDIEGOGO.

In che senso “forma di finanziamento”?
I lettori comprano in anticipo LUMINA, aiutando così, i due autori Lia e Manu, a realizzare economicamente il progetto. 

Come faccio a comprare la mia copia online?
Attraverso la pagina di LUMINA su INDIEGOGO. 
Puoi utilizzare qualsiasi Carta di Credito e Carta Prepagata (Indiegogo, tramite il network PayPal è un sito assolutamente sicurissimo!).

Devo avere per forza un account PayPal?
Assolutamente no, non serve tu abbia un account PayPal.

La mia carta prepagata non funziona, che faccio?
Controlla di averla caricata e di avere un minimo margine di soldi superiore alla cifra che vuoi spendere!

Quando avrò la mia copia di Lumina?
Se riusciamo a raggiungere la cifra “goal” di 44.000 euro, Lia e Manu realizzeranno LUMINA e te lo spediremo direttamente a casa entro 8 mesi.

Perché 44.000 euro?
Realizzare un libro a fumetti richiede diverse spese: 
- il costo della stampa
- il costo per la spedizione dei libri nelle vostre case
- le tasse italiane
- la commissione che si tiene Indiegogo
- e la copertura delle spese minime per il lavoro di Lia e Manu per gli 8 mesi necessari allo sviluppo del progetto.

Quanto tempo abbiamo per raggiungere i 44.000 euro?
La campagna dura fino al 31 Maggio!

Cosa succede se raggiungiamo la cifra stabilita?
Avrete realizzato un sogno! Lia e Manu disegneranno il più bel fumetto mai visto e ve lo spediranno direttamente a casa assieme ad altre sorprese!

Se non riusciamo a raggiungere la cifra stabilita di 44.000 euro?
I soldi vi verranno restituiti IMMEDIATAMENTE. 

Cosa possiamo fare per aiutarvi a raggiungere la cifra stabilita? Noi vogliamo assolutamente ricevere e leggere Lumina!
Ognuno di voi può aiutarci in vari modi: 
- comprando la propria copia del libro: fatelo subito, cosi gli altri lettori vedranno che la cifra del finanziamento salirà sempre di più e saranno invogliati ad aiutare anche loro il progetto!
- condividendo gli aggiornamenti del progetto sulla propria pagina di Facebook e su tutti gli altri social network: ognuno di voi è “testimonial” del progetto!
- cercando altre persone interessate a comprare il libro e divulgando le notizie riguardanti LUMINA: molte sorprese attendono chi ci aiuterà a promuovere il progetto!

Aiutateci a realizzare questo sogno! Dimostriamo che anche in Italia possiamo realizzare grandi progetti! MAKE IT HAPPEN!


17 ottobre 2012

TAVOLE DA TABLET!



Un seminario di 2 ore, che terrò a Lucca Comics, sul futuro delle pubblicazioni digitali!
Organizzato da Atlantyca Entertainment, all'interno del contenitore EDUFACTORY. 
Per informazioni e iscrizioni potete rivolgervi a QUESTO indirizzo!


04 settembre 2012

24 agosto 2012

Nuovi registri

Ogni tanto mi va di pormi obbiettivi nuovi e le occasioni per farlo sono  sempre la realizzazione di omaggi per fumetti e riviste di amici.
Questa volta, complice anche il fatto di aver visto una bellissima mostra sulla Pixar, in quel di Colonia, con il pretesto di realizzare un'illustrazione per i "Dr. Ink", mi sono avvicinato ad uno stile che non avevo mai analizzato a fondo.


Quello delle "sfumature a computer" è un argomento un po' spinoso per me, lo sa bene chi, in questi anni, ha partecipato ad uno dei miei workshop. Se, anche, avete letto un po' attentamente questo blog, saprete che ho avuto qualche difficoltà ad accettare il computer come strumento per colorare i miei disegni. Cresciuto a pane e tempera, l'idea di dover "inscatolare" tutto dentro ad un monitor mi ha perseguitato e ossessionato per un bel po'. Il passo dell'accettazione non l'ho fatto nei confronti della tecnica in se', ma nei confronti dell' "epoca": siamo disegnatori, lavoriamo nel 21esimo secolo, è giusto che il nostro dovere sia quello di portare avanti l'"evoluzione stilistico-tecnologica" che ci ritroviamo per le mani.

Mi ero sempre rifiutato, però, di andare oltre un certo limite ovvero non avevo mai accettato l'idea di poter usare, nello specifico, le sfumature a computer nella colorazione delle mie illustrazioni.
Avevo un piccolo "disgusto" nei confronti della resa fredda e perfetta di questo genere di stesura e in più, mio limite mentale, non riuscivo a immaginare il modo, puramente "manuale", di gestire le sfumature in forme complesse.
Detta "terra-terra", non riuscivo, nella mia svogliatezza, a capire come, per esempio, realizzare delle sfumature curve.
Ovviamente stiamo parlando di vere e proprie "cazzate", onesti pretesti per evitare il confronto con questo particolare modo di fare.

Alla richiesta dei Dr. Ink, quindi, di partecipare al loro nuovo progetto, mi sono rimboccato le maniche e mi sono "costretto" ad affrontare, una volta per tutte, questo mio limite.

Tecnicamente, è ovvio, non c'è alcuna differenza tra il ragionare a "livelli" (come di solito faccio io) e il ragionare "a sfumature". E', effettivament,e come conoscere la teoria del colore e applicarla all'acrilico o all'olio. Ed e' proprio questo il punto, che cerco di raccontarvi da mesi sulle pagine di questo blog: non è una questione di "strumento", è una questione di testa.

L'approccio che ho dovuto adottare per realizzare un'illustrazione "sfumata" non è altro che lo stesso meccanismo mentale che mi porta ogni giorno a realizzare qualsiasi altra colorazione: Fonte di luce + Volumetrie + Luci Riflesse. Sono sempre questi 3 elementi che giocano a combinare il risultato. 
L'errore, unico, in cui si può incappare quando si affronta un nuovo "strumento", è quello di concentrarsi subito sugli elementi che caratterizzano la resa finale.
In questa illustrazione, per esempio, la foga di vedere finita la colorazione, e quindi l'ansia di essermi dimostrato di saper fare anche questo, mi aveva indotto a lavorare fin da subito gli occhi dei personaggi  cercando, nell'immediato, quegli effetti e quei riflessini che tanto potenti sono nel risultato definitivo.


Ed è per questo che, per realizzare il personaggio con il cappellino rosso, ci ho messo un'eternità: perché non ho lavorato con metodo.
Infatti, tutto ciò che io ho cercato all'inizio, sono elementi che, in realtà, scaturiscono spontaneamente alla fine: (esempio terra-terra) il puntino riflesso rosso, sul bulbo oculare del personaggio, ha senso di esistere se il personaggio ha, in effetti, qualcosa di rosso che gli si riflette sull'occhio.
E così per ogni riflesso o effettino speciale che va a completare l'illustrazione.

Fortunatamente, resomi conto del mio ennesimo errore di valutazione, ho ripreso in mano il controllo della "teoria" e ho completato il resto.


In soldoni, alla fin fine, questa tecnica mi è parsa piuttosto semplice e veloce. Il margine di errore è un po' più ampio rispetto alla "scultura" a livelli "secchi" che faccio di solito e, in effetti, usando sempre quegli stessi 2 o 3strumenti (penna, tracciati, gomma) si riesce a controllare alla perfezione la curvatura delle sfumature.
Il risultato finale mi piace un bel po', sono molto contento di aver offerto agli amici del Dr. Ink questo mio "sforzo" di comprensione. Molto probabilmente non sarà l'ultima volta che mi avvicino a questo modo di fare, mi vien da pensare che tenterò un'ennesima "fusione" tra il mio modo di fare "classico" e questo "nuovo" (per me) modo. Insomma, come sempre, appena ci si rapporta a qualcosa di nuovo, nascono nuove idee...e io ne ho già un bel po' che mi stanno frullando per la testa...!

Il libro dei Dr. Ink, uscirà alla prossima Lucca Comics! Vi consiglio e vi consiglierò di prenderlo perché questi bravissimi autori fanno dei libri eccezionali!



Ps: mi piacerebbe realizzare un tutorial dettagliato di questa illustrazione ma vorrei, prima, capire a quanti di voi interessa! :)


Manu






21 agosto 2012

Gamescon 2012


Cosa ci si aspetta da una fiera sui Videogiochi?
Non ci avevo mai pensato, fino a pochi passi dall'ingresso del Gamescon di Colonia. E non è che ci ho capito tantissimo, eh, a dire il vero.


I paragoni "facili" sono ovviamente rivolti alle fiere del fumetto, soprattutto quelle italiche, che poi io ci vivo e ci lavoro, in Italia, e quindi mi va di capire cosa succede da noi, guardando ciò che succede altrove.
Perché, si, è chiaro, è per "studio personale" che ho voluto vedere cosa succede, ufficialmente, nel mondo dei videogiochi, da videogiocatore e disegnatore, e ripeto, non ci ho capito molto.

Perché il fumetto è in crisi (sembra)? Perché i videogiochi no (sembra)? Cosa può fare un semplice disegnatore per migliorare, nel suo piccolo, le cose in cui crede?

Il Gamescon è sviluppato in un complesso enorme, 10 padiglioni giganteschi situati nella zona fieristica praticamente in centro a Colonia (vicino ad un carino parco Zoologico che ho avuto la fortuna di visitare in notturna).




Dentro ogni padiglione, a parte un paio dedicati ai cosplay ed eventi vari, tutte le più importanti SH del mondo allestiscono degli stand labirintico-cubici dentro i quali è possibile giocare le anteprime dei loro videogiochi.
E qui, mi confondo per la prima volta. Vuoi provare/vedere il nuovo "Call of duty"? Devi fare una coda di almeno 2 ore (2 ore, si), all'interno del "Cubo" dell'Activision, per giocare 20 minuti. Il problema è che ciò che succede dentro al cubo non viene mostrato all'esterno.
Cioè, a me, a Colonia, al Gamescon, basterebbe anche solo guardare gli altri giocare. Mi piace guardare il videogioco in se', non necessariamente giocarci. E invece no. Se non ti fai almeno 2 ore di coda, e giochi personalmente, non vedi nulla, solo un'infinita distesa di Cubi, e miliardi di persone che fanno svariate code.
Fare code è veramente estenuante. Ne fai 1, giochi, ma poi non hai il coraggio di intraprenderne un'altra. In una giornata di Gamescon, ti vedrai, almeno 1 o 2 anteprime (se non sei un giornalista).
E, ripeto il concetto, è stancante.












Di contro vivi un'atmosfera di modernità unica al mondo. L'architettura moderna di certi quartieri di Colonia, lo stand della samsung con i nuovi televisori che riproducono al massimo della qualità "Timescape" e, appunto, i "Cubi"che contengono le anteprime dei più importanti prodotti videoludici dei prossimi mesi, ti fanno vivere il desiderio, irreale, che le cose, nei fumetti, funzionino in questa maniera.
E come si fa? cosa significa? Ecco, appunto, non lo so, sono ancora confuso (per la seconda volta), devo capire (e sto capendo molte cose), ma torno a ripetere che, secondo la mia modesta opinione (e credo proprio di non aver scoperto l'acqua calda), le "verità" vanno ricercate, ancora una volta, nel mondo reale, "la fuori", non davanti alla bacheca di facebook.

E' una sinergia che deve (ri)crearsi tra editori-autori-lettori, la ricerca del nuovo, di riuscire a fare le cose per bene e la consapevolezza che i videogiochi non sono un "nostro antagonista". Noi, fumetti, siamo il "pilastro" (soprattutto narrativo) su cui si basa l'intero mercato dell'entertainment, possibile che siamo riusciti a svilirci in questo modo?
Non nutro molte speranze per il mercato italiano solo perché fra pochissimo ci sarà un solo e unico mercato, ed è bene che questa cosa la si capisca. Chi non è pronto, non ne farà parte.
Come ci si prepara? studiando e migliorandosi, e rischiando, rischiando tanto. Bisogna avere coraggio, abbiamolo, per favore.





Ps: nel frattempo, nei giorni del festival, sono anche riuscito a vincere il Multi-Death Match a squadre su Black Ops 2.



Ps2: "curiosa statistica", in due sere consecutive ho assistito, a pochi metri da me, a due furiosi accoltellamenti, con tanto di litri di sangue spruzzati dappertutto! Inquietante direi.

04 luglio 2012

Ogni tanto...

...mi va di farvi sapere come procede la realizzazione del secondo numero di Dei.
Eccovi, dunque, una tavola appena sfornata, ancora calda...(nemmeno Alex Crippa l'ha vista...attendo che la veda anche lui da qui!)

Consiglio spassionato?
Comprate il primo volume, QUI (il servizio "online" di Bao funziona da DIO!), e poi attendete con ansia questo secondo, che sarà una vera bomba.




29 giugno 2012

Tantissime, piccole cose, molto importanti


Si è appena conclusa la fase iniziale (pre-estiva) del tour promozionale di DEI, che ho affrontato con  l'amico di sempre, Alex Crippa.
Molte sono le cose che dovrei raccontarvi, per ora mi limito a scriverne alcune.


BAO:

Ho avuto modo di fare 4 chiacchere con Michele Foschini, durante una piacevolissima cena post-Fnac, e posso con certezza dire: Bao publishing è l'unico editore italiano che può sollevare realmente le sorti del fumetto nel nostro paese, e l'unico che si merita di realizzare questa impresa. Non lo dico, spero mi crediate, perché ha pubblicato "DEI" (anche se la cosa mi rende orgoglioso e felice). Anche se, dall'oggi al domani, il nostro rapporto si interrompesse nel modo più brusco possibile (solo io potrei esserne colpevole, vista l'eleganza e la lealtà con cui questo editore tratta gli autori, e non solo, della sua "scuderia"), penserei ugualmente questa cosa.
E, quindi, a prescindere dal rapporto che ci lega: "in bocca al lupo Bao, siete davvero dei grandi!".



LAW:
Da molto tempo ho promesso all'amico e collega Giorgio Salati di parlare nel mio blog della sua nuova uscita in tandem con Davide Caci!
Ma io non sono capace di fare recensioni troppo approfondite e corrette dei fumetti che leggo, anche perché, ahimé, di fumetti non ne leggo. 
Ma Law, spontaneamente, l'ho comprato e divorato. Utilizzerò la formula inventata dal "Salty Brother", dell' "1 pregio e 1 difetto": 

PREGIO(/i): 
Ritmi serratissimi, lettura veloce e mai stanca, dialoghi stupefacenti, disegni ottimi. Da anni non leggevo un "bonellide" ma questo, edito dalla Star Comics mi ha proprio "rapito".

DIFETTO: 



E' un "bonellide". Mi dispiace tantissimo che operazioni così intelligenti e preziose, nel mondo del fumetto italiano, vengano sempre "racchiuse" nel vecchio formato Bonelli.
Tutto ha senso di esistere, in un mercato che funziona, e  i "Bonelli", come tutti, hanno molti pregi e molti difetti, ma sogno un giorno in cui almeno i prodotti nuovi siano "impacchettati" come, appunto, prodotti nuovi.



GRAZIE:
A tutti i lettori che hanno raggiunto Alex e me alle varie presentazioni di "DEI". Siete preziosi, più di quanto immaginate!


ALEX E CINZIA:
Grazie, di avermi ospitato in casa vostra, per questi giorni. Avete comprato persino la mia frutta preferita. Spero vivamente che la stampa del  "Fej Farok" possa aver ricambiato, anche solo di una centesima parte, la vostra amicizia.


FILOSOFIE:
La presentazione di un proprio progetto al pubblico, è sempre occasione di "auto-riflessioni" e "auto-critica" sul proprio lavoro. 
La consapevolezza raggiunta in questi giorni, "ampiamente" raccontata, anche dal vivo, agli amici che sono venuti a trovarci alla Fnac di Milano, è che da un certo punto in poi, quando si pensa al proprio disegno e al proprio modo di colorare, c'è uno "scatto" verso qualcosa di nuovo. In questo periodo sto realizzando il secondo numero di Dei e mi sono reso conto che non è più una questione di "trovare uno stile personale", non si tratta più, quindi, di capire quale penna o quale carta usare per realizzare le proprie idee. E', invece, la creazione di una "nuova dimensione" di racconto, che è importante. 
Un giovane colorista mi ha chiesto: "colorazione digitale o manuale? qual'è la migliore?" Non è più nemmeno questo, il punto: il punto è avere un'immagine in testa, osservare la realtà che ci circonda, raccontare le mille luci che vediamo attorno a noi. Perché, appunto, tutto è una questione di luce, ed è solo in funzione ad essa che dobbiamo creare le nostre storie, nel bene o nel male.

Molte volte, a sperimentare sempre, si "scazza", :) , ma è proprio questo il bello: sbagliare. 
(Riprenderò il discorso).


E, in momentanea chiusura, un'altra foto per celebrare Rosolino, il gatto di Alex.


31 maggio 2012

Ancora Ronin


Tempo fa vi parlavo di un progetto che sto realizzando assieme all'amico di sempre Fabrizio Capigatti: i "47 RONIN - Manga".

I lavori procedono, il team di studenti dell'Università di Lingue Orientali di Venezia ci sta aiutando a accumulare materiale, scritto e visivo.

Oggi vi mostro alcune immagini di due personaggi presenti nel CHUSHINGURA (l'opera teatrale che racconta le vicende dei "47 Ronin").

En'ya Hangan - studio di postura

En'ya Hangan - studio di postura

Ko No Moronao - studio di postura

Ko No Moronao - profilo

Ko No Moronao - tre quarti del viso

Questo progetto rappresenta un ulteriore "tassello" nel mio percorso di sperimentazione personale. I personaggi che "reciteranno" nelle diverse situazioni non sono "persone in carne ed ossa", ma sono disegnate come fossero marionette del BUNRAKU

Arrivare a questo risultato visivo è molto semplice: i personaggi vengono prima disegnati a matita su carta, e successivamente li "ricostruisco" a colori, utilizzando i tracciati di photoshop. L'impatto finale è molto simile alle immagini degli Ukyio-e, le antiche stampe giapponesi.

E' stato creato anche un blog, QUI, se siete curiosi di saperne di più.



23 maggio 2012

23 aprile 2012

BRACCIO DI CULO

Eh, doveva succedere prima o poi. Tutti noi, in fondo in fondo, lo speravamo. Me lo avete sempre chiesto e io non ero mai riuscito ad accontentarvi. Ma alla fine, torna. Torna sempre...e questa volta credo che faccia davvero sul serio.


Dentiblù realizzano ciò che nessun altro editore aveva mai avuto il coraggio di fare. Siamo pronti a tutti, sicuramente ci arresteranno, avremo bisogno del vostro aiuto per uscirne, alzate le mani al cielo, come neanche per Goku avete fatto.

Il libro di Braccio di Culo è realtà.

QUI il comunicato.


27 febbraio 2012

Creating a Style!


Ciò che volevo realizzare con il progetto "DEI" era una mia personale ricerca sullo stile. Non avevo certo la presunzione di poter creare, in assoluto, qualcosa di completamente nuovo o originale, ma avevo la necessità di rendere più frizzante il mio lavoro.
Nell'era dei computer, ma soprattutto dopo aver passato gli ultimi anni a colorare in digitale e quindi aver assaporato un certo tipo di "vibrazione luminosa", moderna, pulita, volevo (/vorrei/vorrò) che anche il segno potesse seguire la piccola "rivoluzione emotiva" che stavo vivendo. Insomma volevo che, in qualche modo, le tavole vibrassero e trasmettessero gioia.

La mia idea, semplicemente, è che il fumetto sia intrattenimento. Non sono assolutamente d'accordo con chi pensa che la "nona arte" possa essere facilmente soppiantata da cinema e videogiochi, sono convinto, ancora e sempre, delle sue enormi potenzialità che però devono essere tirate fuori "a forza" da tecniche e modi di raccontare sempre nuovi. E' veramente assurdo, da parte di un autore, lamentarsi della concorrenza dei videogiochi, mentre disegna ancora con tecniche e stili di 20 anni fa. La tecnologia del cinema si è evoluta, i videogiochi hanno fatto e fanno costantemente passi da gigante, i fumetti si sono fermati, invece, anzi sono addirittura tornati indietro (se mi metto a leggere e guardare alcune tavole dei famigerati "umanoidi associati" degli anni '70-'80).   

Sfortunatamente per me non avevo ancora focalizzato bene, però, quali fossero gli elementi su cui puntare per riuscire a far vibrare un po' di più il mio stile perché in effetti pensavo che la costruzione di uno stile si limitasse alla scelta degli strumenti più adatti per raggiungere uno specifico obiettivo: matita, piuttosto che china, piuttosto che colore a mano ecc.. e invece non è assolutamente così.

Si deve partire a considerare la storia e il modo in cui si vuole raccontarla. E' una somma di scelte sulle inquadrature, sui ritmi di lettura, sulla gestione delle proporzioni dei personaggi, sui pesi dei diversi colori e soprattutto sul coraggio di arrivare al risultato.

Il "coraggio" di arrivare effettivamente al risultato che si vuole ottenere, cercando di slegarsi, il più possibile, dalle regole che abbiamo metabolizzato nel corso della nostra esperienza e che rischiano, però, di costringerti in risultati sempre troppo omogenei tra loro.

In queste tavole, che abbiamo presentato ad Ankama, non avevo ancora trovato questo genere di coraggio. E non capivo come avrei potuto raggiungerlo. 

PS: Alex Crippa sta scrivendo una serie di post molto interessanti che analizzano questo genere di discorsi dal punto di vista dello sceneggiatore.

23 febbraio 2012

Antichi Dei

Da questa sera, e nella prossima settimana, pubblicherò le prime 5 tavole del "DEI" che abbiamo presentato 3 anni fa ad Ankama.
Sono tavole molto diverse da quelle che poi sono le "ufficiali" pubblicate ed è per questo che è molto interessante vedere il "prima" e il "dopo".
Ho ripetuto molte volte che il progetto ha ben 10 anni di vita, e nel corso del tempo ha cambiato faccia molte volte. Quando, nel 2009, Alex ed io, presentammo il "pacchetto" alla casa editrice francese, non avevo ancora le idee chiarissime su quello che sarebbe stato lo stile che volevo adottare.
Essenzialmente ho sempre visto "DEI" come un progetto dinamico, in continua evoluzione, tanto che non mi avrebbe nemmeno fatto schifo disegnare diversamente ogni pagina delle 124 che compongono il primo numero. Non mi è mai interessata la "coerenza" stilistica, in questo progetto specifico, anzi, più esso evolveva meglio era. Ecco perché mi è sempre stato difficile "fotografare" un "istante stilistico". L'unica possibilità sarebbe stata quella di iniziare a lavorare ufficialmente sul progetto e vedere, man mano, cosa ne usciva.

Questa, quindi, è la prima delle 5 tavole che presentammo ad Ankama, nel 2009. 


02 febbraio 2012

CRITICA



In attesa dell'uscita di DEI (Bao publishing), diamo uno sguardo a come, 1 annetto fa, il progetto veniva accolto su territorio Francese, attraverso alcuni link a recensioni che riprendo direttamente dal blog di Alex Crippa!

PLANETE BD (stronzi!!!)