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19 maggio 2011

Il meccanismo è...

...più o meno questo:
Spulcio i blog di tutti, mi affeziono ad alcuni in particolare e comincio a provare invidia per il talento di tanti miei colleghi! (ma è un invidia sana eh! lo giuro! per quanto i miei post possano sembrare deprimenti e pieni di risentimento, trovo che l'invidia sana sia una benzina formidabile per alimentare il motore della creatività...) (...deprimente vero questa fottuta metafora che ho appena scritto?)..insomma, guardo, spulcio, invidio, poi quando mi capita di conoscere personalmente gli autori dei blog che seguo sono contentissimo di segnalarveli perchè li scopro essere anche persone veramente simpa!!!

E' il caso, quindi, di segnalare il blog di Ilaria Falorsi, altra dea della matita, della freschezza e del racconto, nel pantheon delle divinità disegnofile di genere femminile!!
Seguite il suo blog per il suo talento e per il suo umorismo!!!!


Foto di: Matteo Cuccato
Matteo Cuccato, invece, lo conosco da un bel po', anche se è difficile incontrarci di persona, se non ad alcune fiere del fumetto. E' un artista versatilissimo, e oggi ve lo segnalo perchè mi ha mandato delle sue foto di insetti che sono veramente formidabili!!!!!
Ne posto un paio, e ho il link del suo blog..non so se c'è un link a qualche vetrina più specifica sulla sua produzione fotografica...(teo se mi leggi dammi qualche link magari!).

Foto di: Matteo Cuccato

Foto di: Matteo Cuccato

04 maggio 2011

Inspiration...

L'amico Michele Nucera  mi segnala questo divertente "omaggio" del grafico Davide Prato, realizzato dopo aver visto la copertina del nuovo e prossimo albo di DEI:

Questa è la cover del prossimo numero di DEI
Cliccate QUI, per vedere le immagini di Davide Prato.

28 aprile 2011

L'amico...

...Davide Caci, mi segnala questa interessantissima iniziativa:

L'Anonima Fumetti - Associazione Italiana Professionisti del Fumetto ha organizzato, insieme all'Accademia Albertina di Belle Arti (con il patrocinio del Comune di Torino e della Regione Piemonte), un percorso con degli allievi dell'Accademia, di sperimentazione e contaminazione tra linguaggi (sotto la supervisione di due docenti, uno dei quali è Pierpaolo Rovero, noto fumettista che lavora perlopiù in Francia...), che si va a concludere con una mostra, che si terrà a Torino (con inaugurazione il 24 maggio).


Qui, potete scaricare il comunicato stampa, in cui trovate informazioni ultra-dettagliate al riguardo!


19 aprile 2011

L'accettazione dello strumento.

Questo post tratterebbe di argomenti con priorità differenti rispetto all'ordine in cui vorrei scriverlo.

Consigliarvi il blog (e sito) dell'amica/collega Linda Cavallini  dovrebbe far parte di un discorso in divenire sulla freschezza e la spontaneità che bisognerebbe possedere, o imparare a possedere, per  fare questo lavoro. 
Ma l' "importanza" di consigliarvi di guardare un'illustratrice tanto talentuosa trascende, appunto, l'ordine mentale con cui volevo affrontare la stesura del post. Per cui, innanzitutto, mettete tra i preferiti del vostro blog quello di Lia, che ha un sacco di materiale fighissimo da mostrarci  e poi leggete qui le mie pippe mentali sul nostro lavoro.

Forse è una cosa che non capita a tutti, o forse è una paranoia con cui devono fare i conti più artisti di quanto si possa immaginare, fatto sta che per me non è così facile "accettare" alcuni miei strumenti di lavoro. Sto parlando ovviamente e soprattutto della colorazione. 

Mi è capitato anche in quest'ultimo workshop di ribadire il fatto che "a me, della colorazione digitale, importa molto poco". 
Ho iniziato a studiare il colore attraverso le tecniche tradizionali e mi ero appassionato molto soprattutto alle tecniche coprenti e semi-coprenti (adoravo spasmodicamente la tempera e stavo per metabolizzare l'acrilico). Poi le esigenze del lavoro mi hanno "obbligato" a confrontarmi con la colorazione digitale, e da li in poi è stato un trauma. Passare dall'emozione di vedere vivere il "calore" della carta che prende vita attraverso le proprie pennellate, al freddo pungente e stancante di un monitor "piatto" e "informatizzato" ha completamente stravolto tutto il mio personale metodo per affrontare questo lavoro. I tempi si sono voluti "accelerare", la mente ha cominciato ad "assopirsi" (con il computer basta 1 levetta per cambiare drasticamente tinte di colore già stese), e l'effimero stupore di usare gli "effetti speciali", ha preso il posto della pazienza e della cura che le tecniche manuali necessitano per ottenere i risultati che si ricercano.

Ma questo è un punto di vista infantile sul "problema"...che in realtà problema non dev'essere.

Gran parte delle scelte "stilistiche" che ho fatto nel mio breve percorso professionale  sono frutto di "sfide mentali" che ogni volta, stupidamente, mi pongo. Sono in grado di disegnare realistico? beh..facciamo un progetto realistico e verifichiamolo! Sono in grado di disegnare umoristico? bah! accettiamo un lavoro "umoristico" e verifichiamolo! ecc... e questo mi porta a non avere mai una "mente tranquilla" e focalizzata su ciò che realmente sono.  L'altra facciata della medaglia, però, mi dice che io sono tutte queste cose e che, prima o poi, tutto convergerà in un unico "senso", ne ho fiducia.

Fatto sta che, mentre disegno Dei, penso a 1066, e viceversa (per farvi due esempi "vicini"). E questo, credo, nei lavori, si vede (almeno agli occhi più attenti). D'altronde è difficile separare drasticamente 2 (o più) modi differenti di relazionarsi all'anatomia. In DEI, le ginocchia e i gomiti li disegno in una certa maniera, che non è la maniera con cui li disegno in 1066, ma, appunto, è difficile essere così "analitici" nell'affrontare tavole di stili così diversi.

Anche l'utilizzo del computer per la colorazione, quindi, è partito come "sfida" personale, per poi tramutarsi in "necessità lavorativa", ed ora la sfida personale, naturalmente, sarebbe quella di riprendere in mano i pennelli. 
Ma per ora non si può. Mancano i soldi, e il tempo per farli (i soldi).

E quindi? che si fa?
Si accetta lo "strumento". Ed è qui che entra in gioco la "maturità" (avevo parlato, un po' di righe più sopra, di punto di vista "infantile"). La maturità di vedere gli strumenti a propria disposizione come delle POSSIBILITA', e non come LIMITI. 
Il computer diventa un nuovo linguaggio, alla portata e alla mercé di tutti. Fa parte del mondo e della società, e anche noi, per quanto fumettisti, ci siamo dentro fino al collo (alla società intendo!). C'è poco da volersene allontanare. Il mercato si muove in certe direzioni, e l'evoluzione tecnologica, e la ricerca legata ad essa dev'essere il "quid" che ci spinge a trovare un senso al nostro lavoro e agli strumenti con cui ci dobbiamo interfacciare.
Ecco, quindi, la parola chiave che deve risolvere tutte le nostre (in realtà spero solo mie) "paranoie": RICERCA. Nuovi strumenti devono per forza portarci a nuovi risultati. E qui trova "senso" il nostro lavoro.

E ora vi chiederete, cosa c'entra il blog di Linda in tutto questo? (ricordate, avevo detto che il consigliarvi il suo blog poteva far parte del discorso che volevo affrontare).

C'entra nel senso che quando vedo lavori di autori così freschi e immediati, la mia mente finalmente si riposa, sulle loro forme, e riesco veramente a capire cosa significa DISEGNARE. 
(la cosa ancora più affascinante ed estremamente buffa è sapere, scambiandomi opinioni e consigli con lei, come con altri miei amici disegnatori, che in ogni caso, tutti noi, che facciamo questo lavoro, abbiamo lo stesso genere di paranoie, e ognuno si "riposa" sul lavoro, eccelso, degli altri). :P

Disegno di Linda Cavallini