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04 ottobre 2011

Evocazione


In questo periodo sto preparando 2 progetti tra i più difficili che mi siano capitati (oltre a proseguire il lavoro su DEI 2, ovviamente).
Un progetto lo sto realizzando con uno sceneggiatore-illustratore che stimo in maniera sconsiderata, soprattutto perché è in primo luogo "un essere umano", nell'accezione più meravigliosa del termine (è raro, trovarne di tale fattura e integrità, di questi tempi).

In ogni mio progetto cerco sempre di pormi degli obiettivi di più alto livello, per gusto personale verso la ricerca. In questo progetto raccolgo quel paio di piccoli semini che piantai in "1066" e li risemino per far crescere qualcosa di veramente importante. Cercherò di riscrivere le (mie) regole sulla colorazione digitale, partendo da una "fusione" maggiore con il disegno e cercando di sviluppare ed evolvere un "effetto speciale" che mi sta veramente facendo perdere le nottate (maledetto me). Man mano, vi aggiornerò, ovviamente.

Il secondo progetto lo sto realizzando con qualcuno di cui non posso dire, per ora. Perché è una cosa, visivamente talmente potente (e il socio con cui la sto realizzando, lo stimo anch'egli in una maniera talmente spropositata), e negli intenti talmente "complessa", che devo andare un po' con i piedi di piombo. Se nel primo progetto la ricerca risulta spudoratamente drammatica, in questa storia stiamo cercando, invece, di renderla "accessibile". Nel primo progetto è il lettore che deve sforzarsi ("sacrificarsi") per comprendere l'immagine che gli stiamo proponendo, nel secondo progetto è l'immagine che dovrà trovare una chiave per farsi comprendere dal lettore. Non sarà un discorso di "semplificazione", ma di "metabolizzazione".
In questo progetto illustrerò a "2 mani" con il mio compagno d'avventura, quindi la difficoltà aggiuntiva sarà quella di fondere i nostri due stili in un unico risultato visivo.

In qualche modo, se vi mostro il video qui sotto, vi introduco già ad un certo "mood" (del secondo progetto),(...la sto prendendo lontanissimaaaaaa, ma fra un po' di tempo, quando leggerete la storia che abbiamo preparato, nel più profondo angolo della vostra mente, suoneranno e ruoteranno queste immagini, credo), (guardatelo in HD a tutto schermo!).

15 gennaio 2011

Mi dicono...

...che ormai è una questione di giorni, forse ore. Allora io posto un'altra bella vignettina, come pro-memoria. State attenti a questa cosa perchè, e cito le parole di un genio: potrebbe essere tanto epocale quanto passare del tutto inosservata.

Il genio che ha detto questa frase è Stefano Ascari.
Mentre il genio dei geni si chiama Michele Sciolette.
Ricordatevi molto bene questi nomi!

A fra pochissimi giorni, con la rivelazione!

:*

07 gennaio 2011

Quando si parla di colore, ci sono 2 cose fondamentali da capire...


...la prima, che è anche la più intuitiva, è che il colore non è altro che l'evoluzione naturale del disegno, e viceversa.

Disegno e colore sono due percorsi paralleli che si alimentano e si migliorano a vicenda. E' difficile pensare di diventare dei bravi coloristi senza saper disegnare. E più si migliora con il disegno, più si migliorerà nella colorazione, e viceversa.

Il trait d'union di questa corrispondenza si evidenzia soprattutto nello sviluppo delle volumetrie, ovvero la tridimensionalità del disegno, sviluppato dal gioco di luci e ombre del colore. Affinché ci sia una corretta definizione dei volumi di un disegno, attraverso il colore, è necessario appunto che si parta da un disegno dalla corretta costruzione geometrica; l'anatomia di una figura umana, la prospettiva di un ambiente, l'architettura di un palazzo, niente deve essere lasciato al caso, a prescindere dallo stile che stiamo utilizzando (sia esso realistico, grottesco, umoristico, ecc...).
Colorare, per esempio, una corretta anatomia, significa conoscerla a propria volta, e capire come vi ci si appoggi la luce sopra.

Ecco perché considero il lavoro del colorista al pari del lavoro del disegnatore (sto ragionando nell'ambito di una classica catena di di montaggio dove disegnatore e colorista sono due figure distinte), perché ciò che il disegnatore suggerisce con il suo segno, il colorista deve suggerirlo con il suo colore, con un intervento della medesima importanza. Come due discorsi che si sovrappongono, al nocciolo della questione.

Se uno dei due sbaglia, il risultato è compromesso.

PS: il disegno pubblicato a inizio post è la cover di un progetto un po' particolare, di cui vedete delle vignette anche nel precedente articolo. Si intitola "3 di notte" e mi vede lavorare a fianco di 2 persone tra le più geniali che conosco...capirete presto perchè!

06 gennaio 2011

C'è veramente tanto di cui parlare...




Per ora, prendetele così.
Entro pochi giorni tutto sarà rivelato, e tutto sarà spiegato.
Ma oggi è la befana, e si deve far vacanza!