08 settembre 2011

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2 tavole di Dei 2! in full color, come intitola anche Alex, nel suo blog!



Gli obiettivi che cerco di raggiungere in questo numero di Dei sono, come già accennavo in un post di tempo fa, molteplici. Di sicuro, rispetto al primo, c'è la voglia e la consapevolezza di voler sperimentare di più in termini "narrativi". Il primo numero di Dei, paradossalmente, era molto "classico" come storytelling, in questo numero voglio cogliere l'occasione per fondere di più lo stile di disegno con l'impaginazione della pagina e i ritmi della storia.

Da un punto di vista dello stile del disegno Dei è sempre stato un progetto in continua evoluzione. Già nel primo numero, all'interno delle 124 pagine, si poteva osservare un cambiamento progressivo del modo di disegnare (soprattutto i personaggi), che non è da "confondersi" con un'evoluzione naturale e umana della "mano del disegnatore" che prende dimestichezza, via via, con il segno che sta utilizzando, c'era proprio la volontà di cambiare la "fisionomia" dei personaggi, di volta in volta, per adattarla alle varie situazioni narrative. Quindi si partiva con uno stile più "caricaturale", per iniziare la storia "pian pianino", per arrivare ad una sintesi più "manga" verso il finale, dove il ritmo concitato degli eventi avevano bisogno di maggior velocità anche nell' "anatomia" dei characters.

Anche in questo caso sto partendo adattando il disegno ai fatti raccontati. E' bello sottolineare come, soprattutto nella tavola 25 (la seconda, delle due) in realtà solo il personaggio di Hercules sia disegnato e ripassato a matita, tutto il resto è solo computer (e si vede in effetti). 

In questo numero sto, ancora una volta, cercando di alternare costruzioni di ambiente molto tridimensionali, ad altri invece molto piatti e grafici, tutti rimandi ai cartoni e ai videogiochi che mi hanno influenzato in questi anni.

Questo numero dovrò consegnarlo entro Febbraio 2012 e uscirà, credo, un paio di mesi dopo in Francia. In Italia invece? ..ehm!, BOH!

E' probabile che nei prossimi giorni pubblicherò un tutorial su come realizzare una tavola di Dei!

06 settembre 2011

Dicevo ieri...

...che saremmo "ripartiti" dall'osservazione e un po' "mentivo", ma solo al 50%.
In effetti non mi ricordavo che dovevo ancora mostrarvi questo splendido esempio di "apprendimento tecnico":


Queste due tavole sono state realizzate da mio fratello Andrea Riccadonna, a distanza di diversi anni l'una dall'altra. Nel mezzo, un percorso di apprendimento tecnico di un certo rilievo.

A inizio post dicevo, "mentivo al 50%", perché in effetti non stiamo parlando di osservazione, nell'accezione del colore, ma dobbiamo necessariamente sforzarci di osservare queste due versioni della stessa scena, per capire esattamente cosa significa "imparare" a disegnare.

Qual'è, a mio avviso, la differenza sostanziale tra questi due disegni? La tridimensionalità. Guardate, per esempio, il viso della prima vignetta in alto a sinistra, e confrontatelo con la sua versione più recente. La conoscenza dell'anatomia porta ad un risultato più tridimensionale e quindi più bello, più "corretto", più giusto".

Il senso della narrazione ne viene raffinato di conseguenza. 

In questo caso, quindi, la conoscenza "scientifica" dell'anatomia porta a migliorare la tridimensionalità dei personaggi, la morbidezza del segno a matita, la scelta delle inquadrature e quindi la creazione dell' "atmosfera" narrativa.

E' raro poter osservare due versioni cronologicamente distanti della stessa tavola, approfittiamone tutti e ringraziamo il maestro Riccadonna per aver realizzato un così interessante accostamento. 

[EDIT]

Davide "O", ci rimbalza sui commenti a questo post, una nota pubblicata sul Facebook del Maestro Bruno Brindisi (sempre sia lodato):


PUNTI DA TENER PRESENTI
Di Alex Toth
Come io cerco di fare! (E spesso fallisco, potrei aggiungere!) 

• Elimina il superfluo, tutto ciò che non è necessario. Sii sfaticato!
• Controlla e correggi il tuo lavoro, in ogni fase. Preservalo!
• Concentrati sui rimanenti (e veramente importanti) elementi dell'immagine.
• Enfatizza ciò che è importante in una scena. Risparmia disegno!
• Isola gli elementi chiave, come si fa attraverso un mirino.
• Usa primi piani e dettagli solo quando è necessario: sui volti per le espressioni, e sugli oggetti più piccoli, difficili da distinguere in altri modi.
• Per impostare una scena, un luogo,un'ambientazione, ecc, usa un campo lungo, stabilisci un'angolazione (dall'alto / dal basso, ecc) - ma ancora una volta, semplicemente!
• Poi, piani ravvicinati, più o meno stretti a seconda dell'importanza (panoramica / campo / controcampo / totale / primo piano / primissimo piano).
• Stabilisci la fonte di luce, se necessario, per dare atmosfera, per i neri e le ombre proprie e portate su figure, oggetti e pareti, piazzale il più possibile correttamente.
• Elimina questo lavoro di luce ed ombra nelle altre inquadrature.
• Semplifica, semplifica, semplifica tutto!
• Ricorda, alcune vignette saranno e dovranno essere pedestri, insignificanti, e insulse, perché sono solo "ponti" tra le scene chiave del racconto. Come in ogni forma narrativa, cinema, tv, libri, giochi, musica, opera, pittura, ecc, non si può stupire con ogni immagine. Ricorda, è questo che dà ritmo ad una storia, come una punteggiatura visiva, come i luoghi di riparo da una tempesta! USALI! Senza paura!
• Alcuni di questi "ricoveri" o "pause" possono essere resi graficamente interessanti attraverso scene ben fatte - se la storia permette! Non stiracchiare la logica!
• Imparando a eliminare gli oggetti inutili, figure e sfondi, ecc, è possibile concentrarsi su ciò che è rimasto da disegnare nell'inquadratura, ma bisogna disegnarlo il meglio possibile per "reggere" la scena!
• In altre parole: la tavola è tutta una questione di elementi essenziali, ma si deve disegnare alla perfezione ciò che è rimasto!
• Tutti questi consigli si basano sulla critica di Roy Crane al mio lavoro - ed è assolutamente corretta, su tutti i punti!
• Nelle strisce di Wash Tubbs e Captain Easy e in Buz Sawyer, sulla tavola domenicale di Roscoe Sweeny, il suo lavoro di cinquanta e passa anni dimostra la sua validità! Nel suo lavoro, come in nessun altro dei suoi contemporanei, troverete uno straordinario equilibrio nel suo senso dello spazio all'interno di una vignetta, una striscia, o una pagina! La sua semplicità ci mostra come utilizzare al meglio le cose all'interno di un'inquadratura, per creare tensione, azione, o momenti di riposo ... in modo chiarissimo!
• Ha sempre evitato dettagli che creassero confusione!
• Per citare qualcosa di appena letto: per aggiungere alla verità devi solo sottrarre da essa (non è straordinario?)!
• Rendi al meglio oggetti, macchine, ambienti, arredi, ecc .... Per aggiungere realismo!
• Come Sickles ha scritto: "Capite come è fatta una cosa e non avrete problemi a disegnarla!"
• Soffermati a pensare di più - su cosa disegnare e cosa NO, e come farlo - e faticherai MENO!
• Pianifica in anticipo, pensa prima di fare ... così, risparmierai lavoro e tempo!
• Ma - qualunque cosa tu faccia, falla bene!
• Racconta la storia nel miglior modo possibile! Fatti trascinare da quella tempesta!
• Sii onesto con te stesso. Dai tutto quello che hai! Valorizzalo!
• Ispirati a film, fotografie, dipinti, ecc, per la composizione! Per le inquadrature, per l'eliminazione di cose non essenziali, per nuovi stimoli, per stupire, economizzare, avere un impatto più forte e diretto. Ma anche per la bellezza e la finezza - la tensione, la suspense, l'azione, l'umorismo, la luce e il buio, il bilanciamento, la linea contrapposta ai neri, e così via. UTILIZZA TUTTO!
• Analizza tutto ciò che vedi - sii critico. In modo positivo!
• Guarda - osserva - ricorda! Costruisci il tuo file di memoria!
• Buona fortuna -

Best - Alex



05 settembre 2011

Che è successo e cosa succederà!

Quest'ultimo mese di Agosto mi ha visto aggiornare il blog un po' "a singhiozzo", per svariati motivi, tra i quali il "tour de france" in giro per Festivals di BD, e l'umana consapevolezza che d'estate è un po' difficile scrivere e leggere di "lezioni di colore", quando metà della gente è in vacanza, e la restante metà è in preda all'agonia del caldo. 

Ma oggi, 5 settembre, l' "anno lavorativo" riparte, (è il compleanno di Jack, tra l'altro, quindi facciamogli tutti assieme i nostri migliori auguri!!!) ed è arrivata l'ora di rimboccarsi le maniche e continuare il nostro discorso sul colore, sui fumetti, sui videogiochi, e sugli abissi.

Cosa abbiamo fatto finora, e di cosa parleremo quest'anno? bah, improvviseremo, come al solito. 
Durante uno degli ultimi festivals francesi a cui ho partecipato, per esempio, mi è capitata l'occasione di parlare con miei amici professionisti di un argomento piuttosto interessante: 

Ma Bastien Vivès ci fa o ci è? 

Io sono, nonostante tutto, ancora convinto che il giovanotto ci sia, eccome, per altri miei colleghi ci farebbe e basta, ma a prescindere da questo, non sarebbe anche giusto  arrivati ad un certo punto  prendersi la libertà di "farci" un po'?.
Il succo della questione che, tranquilli, andremo ad approfondire nel corso dei prossimi mesi è: la nostra professione è abbastanza difficile, soprattutto per le condizioni "terminali" del mercato (italiano e non), i fumetti stanno vivendo un periodo di transizione che non si sa dove li porterà, non è un sacrosanto diritto di ognuno di noi, se abbiamo la fortuna di "far successo", di poter cavalcare, un po' "furbamente" ma onestamente, l'onda del successo? Il disegno dev'essere sempre vissuto come un atavico sacrificio, non può anche essere lo strumento spontaneo per dialogare in semplicità con il pubblico, sfruttando i meccanismi che già sappiamo funzionare?

Sto divagando e approfondendo troppo  non era mia intenzione, in questo post, voler affrontare subito il problema  perché si intreccia con tutto ciò che studieremo nelle prossime settimane, tra cui ci sarà anche il rapporto con gli editori e quali sono i modi e i termini per presentare loro un nostro progetto (regole che, badate bene, non sono mai esistite e mai esisteranno, o che comunque sono sempre in continuo cambiamento).



Per quanto riguarda il colore abbiamo capito che: 

- tutto scaturisce dalla luce, la Fonte di Luce deve guidarci nella nostra scelta cromatica, a tutti i livelli (sia che vogliamo realizzare un'atmosfera realistica, che inventarci degli accostamenti originali)
- la documentazione e l'osservazione sono i nostri due strumenti principali, per imparare a conoscere il colore, e imparare a piegarlo alle nostre esigenze
- la colorazione, come il disegno, si sviluppa attraverso degli steps di "costruzione" che ci guidano nel raggiungimento del nostro obiettivo-risultato. Nello specifico, parlando di colorazione, abbiamo lo step delle tinte piatte (diurne o notturne), le ombreggiature (lo studio delle volumetrie, che renderà credibile la nostra colorazione) e i cosiddetti "effetti speciali" (sbrilluccichii, lucette e cazzate varie).

Dopo aver pubblicato un paio di semplici tutorial, aver spiegato come affronto tecnicamente un certo tipo di illustrazione (/colorazione), e avervi dato anche un esercizio da realizzare, direi che sarà il caso, nelle prossime settimane, di fare un paio di passi indietro, e ricominciare, in maniera più approfondita, dal primo step: l'osservazione.
La teoria del colore e i fenomeni atmosferici li ho spiegati, in linea teorica vi ho spiegato tutto ciò che serve per capire e usare il colore, ora non bisogna far altro che metabolizzare questi discorsi con la pratica, partendo dall'osservazione, appunto e dall'analisi di immagini di riferimento. Un po' la stessa cosa che abbiamo fatto con la foto della vetrina, ma su un piano più "tecnico", meno "divulgativo". :)



Per quanto riguarda i videogiochi, aspettiamo l'uscita dei nuovi BATTLEFIELD3, MW3, WRC 2, FORZA MOTOSPORT 4, JOURNEY ecc. per commentarli assieme da un punto di vista cromatico-atmoferico.

Insomma, di carne al fuoco ce n'è parecchia! (...quest'anno vedo se riesco anche a buttar tutto su carta e a pubblicare un libro di colore!...ma non vi prometto nulla, che i progetti da realizzare sono veramente tantissimi!!!)


Bello spezzare i periodi, con l'utilizzo di queste sexy-bamboline vero?


01 settembre 2011

Ultimo...

... resoconto fotografico dei miei "tours de france", tra festivals e fumetti. Questa volta ero a Conches, piccolo borghetto medievale normanno, in compagnia, per fortuna, di altri simpatici autori italiani tra cui Daniele Caluri, Nora Moretti, Paolo Deplano, Nicola Saviori e Luca Malisan.















Da questa settimana ricominceremo a "far sul serio", parlando di fumetti, colorazione, videogiochi e tutorials vari!